MARTEDI 28 APRILE 2026 ore 19.30
Torna a casa Chardonnay
Introduzione ai vini bianchi di Borgogna
DI COSA SI TRATTA
Chi l’avrebbe mai detto che un giorno Porthos si sarebbe impegnata per dare riparo culturale al vitigno vino bianco più celebre del mondo.
Del resto abbiamo sempre privilegiato le posizioni di avanguardia, al punto che nella circolarità della vita siamo finiti più spesso in retroguardia… guarda tu che cosa fa la legge del contrappasso.
Riportiamo lo Chardonnay nel suo alveo e, invece di chiedergli di essere come altri l’hanno voluto modellare, e vogliono ancora per provocare/assecondare l’ennesima moda, lasciamogli fare quello che sente, per esempio diventare e manifestarsi imprevedibile.
Sarà bello accoglierlo in una luce di verità che sa di terroir e non per forza solo di ananas-burro-nocciola-popcorn-biancospino-ecc.
La conoscenza della Borgogna dello Chardonnay, e di altre uve come l’Aligoté, consente di capire il senso del vino bianco concepito nel Medio Evo, affermatosi durante i secoli e oggi ancora vivo grazie al perfezionamento di tecniche come la pressatura soffice.
Per raccontare la sua storia e introdurne la degustazione, il nostro itinerario si snoderà come quello della serata sulla Borgogna dei rossi, attraverso le principali AOC (Appellation d’Origine Côntrolée) di vino bianco, da Chablis a Saint-Véran.
Se il crogiuolo del Pinot Noir si trova nella Côte de Nuits, quello dello Chardonnay è nella Côte de Beaune.
Anch’essa non è immune da situazioni controverse che rendono impegnativa la ricerca di vini buoni, tuttavia proprio la bonaria e rassicurante espressività del vitigno ha saputo generare ben altro affetto presso i produttori e le persone che lo bevono.
Se i rossi della Borgogna fanno litigare, i bianchi propugnano la pace (chiedere alle coppie che, dopo un litigio, si riavvicinano sorseggiando Meursault Charmes dallo stesso calice).
Eppure a seguirne l’epopea
Allo Chardonnay sono stati attribuiti alcuni dei grandi crimini della viticoltura e dell’enologia del Novecento – e anche di un pezzo del nuovo secolo.
Eppure il più celebre vitigno bianco del mondo ha fatto anche cose buone, come per esempio quando si è trovato di fronte a cibi inespugnabili – indimenticabile la sua scalata alle tre cime di Lavaredo della cucina italiana: carciofi alla giudia, carciofi alla romana e l’ultima, la più temibile, insalata di carciofi crudi.
Scherziamo, ma non del tutto.
Sapete, sullo Chardonnay e sul Merlot pesa l’accusa di attentato alla biodiversità agricola e alla varietà sensoriale, perché sono stati complici della nascita e dell’affermazione del gusto internazionale.
Per non parlare della propagazione padana della flavescenza dorata, fitoplasmosi caratteristica delle uve bianche, che lo Chardonnay, sempre lui, dopo aver conquistato la pancia della popolazione, è caduto e ha convinto le persone a fare la pace (mi riferisco alle questioni di coppia…).
la degustazione
La degustazione prevede 6-7 vini scelti perseguendo la droiture senza perdere la tendresse, addentando la polpa del frutto per ritrovare la dolcezza non disgiunta dalla stoffa della terra.
Tenteremo insieme di capire se è possibile superare la convenzione produttiva nella quale l’anidride solforosa finisce per dettare tempi e modi di un bianco senza le bucce.
Vogliamo indagare, inoltre, le variazioni quasi metalliche del nord e confrontarle con le maturità crepuscolari di alcune versioni della Côte Chalonnaise e del Mâconnais a sud.
A guidarci sarà la mineralità silicea, lei sì esemplare assoluta di originalità.
Spontaneità, irriverenza e trasformazione nel calice, ce la faranno i nostri eroi?
Lo sapremo anche grazie al pane Setaccio di Gabriele Bonci che accompagnerà i campioni serviti da bottiglie coperte.
A chi è rivolto l'incontro
La serata è aperta a tutti. Non occorrono conoscenze pregresse per partecipare.
Quanto costa
Il prezzo della serata è di 45 euro.
La partecipazione agli eventi di Porthos richiede l’essere in possesso della tessera associativa.
Se non hai la tessera, ti preghiamo di compilare e di inviarci il modulo di iscrizione.
La tessere è annuale e la riceverai all’inizio del corso.
Se sei già in possesso della tessera, ti ricordiamo che per partecipare all’attività didattica di Porthos racconta è indispensabile portarla sempre con sé: senza la tessera non sarà possibile prendere parte agli eventi e la quota versata non potrà essere rimborsata.
Se la tessera fosse scaduta, potrai rinnovarla pagando la quota di 5 euro.
IL RELATORE
Sandro Sangiorgi
Dove si svolge
L’incontro si svolge presso la sede di Porthos racconta, in via Laura Mantegazza 60-62, a Roma.
Porthos racconta si occupa di vino, cibo e cultura.
Al lavoro editoriale per la pubblicazione di una rivista e di libri affianca l’impegno didattico, attraverso l’organizzazione di corsi e di serate a tema.
La nostra convinzione è che l’indipendenza da ogni forma di interesse economico e politico permetta una cronaca e una critica libere.
Per questo Porthos rappresenta, nel panorama editoriale di settore e non solo, una cellula di resistenza creativa.
Informazioni utili
Qualche giorno prima dell’inizio del corso, ti manderemo una email di promemoria con alcune indicazioni utili.
Prima della serata ti invitiamo a mangiare qualcosa di leggero e non troppo saporito o speziato, così da non alterare il senso del gusto.
Qualora non riesca a trovare subito parcheggio nei pressi della sede, potrai approfittare del garage convenzionato con noi, situato in via di Monteverde n.28.
Riceverai un tagliandino che noi timbreremo e che riporterai al parcheggio per riprendere l’auto e pagare 3 euro (ovvero metà della quota).
Sì, viene rilasciato un attestato di partecipazione nominale, con l’elenco dei vini degustati durante l’incontro.
Informazioni e prenotazioni
Per richiedere informazioni o prenotare scrivere a porthosracconta@gmail.com