logo porthos

Indipendenti da sempre,
ci occupiamo di vino, cibo e cultura

Il tuo carrello è vuoto

ico fbico twico isico gplusico ytico yt

  • Il Blog

Il Blog

Dialogo con Nicola Perullo


a cura di alice mazzali e matteo gallello
illustrazioni di selene baiamonte


L’intervista poggia su due incontri, entrambi avvenuti presso la sede di Porthos. Il primo, un incontro informale, si è svolto l’8 febbraio 2018, con Emanuele Giannone e Boris Tacchia. L’altra parte della conversazione è estratta dalla serata del 20 novembre 2018, la prima di “Dialoghi”, il seminario sul linguaggio del vino tra ragione ed emotività, a cura di Matteo Gallello, Emanuele Giannone e Sandro Sangiorgi. Abbiamo deciso di unire le parti senza soluzione di continuità.

Un grazie particolare a Emanuele Giannone per la partecipazione e a Boris Tacchia per il lavoro sui testi.

 
Sandro Sangiorgi: A un certo punto della tua vita hai deciso di scrivere questi due libri, Epistenologia I e II: lo hai fatto per una “necessità” o hai avuto la sensazione che ci fosse bisogno delle tue parole nell’universo del vino? Ogni volta che leggo un libro mi domando se realmente sia stato necessario averlo pubblicato. Me lo chiedo innanzitutto con i miei lavori ed è per questo che scrivo poco: ogni volta, pian piano, mi scoraggio. Ci vorresti motivare la nascita dei tuoi volumi?
Nicola Perullo: Parto dalla necessità di una ricerca complessiva, che coinvolge tutta la mia vita. Per me la filosofia non è un mestiere, è un modo di vivere. Sono un professore di filosofia, di Estetica in particolare, e ho seguito questa linea di ricerca per motivi personali. L’interesse per l’Estetica, poi, si è sviluppato nella passione per l’Estetica del gusto e in questo modo sono riuscito a unire la mia passione con lo studio. Da un certo punto, il cibo e il vino non sono stati solo oggetto di indagine e di riflessione ma mezzi per comprendere e per portare avanti anche il mio modo di vedere le cose. Il cibo e il vino sono stati dei prismi. Lo dico perché oggi ci sono molti studiosi per cui la gastronomia è una questione di moda e si occupano di questi temi come potrebbero fare con altri. Nel mio caso, invece, il cibo e il vino hanno seguito l’evoluzione delle mie idee, del mio sentire, del mio pensare. A un certo punto, intorno al 2010, questo percorso ha preso una direzione chiara e ho cominciato a lavorare al libro Il gusto come esperienza. Mi sono avvicinato al vino con te, nel 1993, e l’ho portato avanti per molti anni, sperimentando poi i Master Slow Food e Pollenzo. Il vino è diventato, per me, un amore.

Illustrazione perullo A


Leggi tutto

Cavatappi ad alta quota



Uno degli aspetti che più mi tiene avvinto al mondo del vino è la sua capacità di interessare, di coinvolgere, persino di stupire. Sarà per le molte persone stimolanti che lo abitano, per la fascinazione che il liquido odoroso trasmette, oppure ancora per i mille spunti di dialogo che una bottiglia, talvolta, è in grado di suscitare. In questo so di essere in folta compagnia, pensate alle moltissime le persone che dal vino traggono ispirazione e che intorno al vino costruiscono cultura, iniziative, brani delle loro vite. Compresi i maestri di sci dell’Alto Adige.

trittico montagna

Leggi tutto

Dove eravamo rimasti?

Chi dice gambero rosso, dice Santa Margherita. L’elegante cittadina della riviera ligure, si sa, è nota nel mondo per la sopraffina qualità dei suoi crostacei, rossi più del corallo e degni dei palati più esigenti. E potrei continuare per quattro pagine, ma il momento è serio, non c’è spazio per le facezie o gli atteggiamenti irridenti.
La storia, infatti, ci insegna che, nei momenti di difficoltà, è importante restare uniti, così come riscoprire valori quali la vicinanza, la solidarietà, la gratitudine.

Quadro Novelli
Gastone Novelli, Umwelt - Ambiente, 1968

Leggi tutto

Respirare insieme

a cura di sandro sangiorgi
foto di matteo gallello

Una boccata d’aria. È appena passata l’una di notte del primo sabato di riapertura della vineria. Sono rimasti pochi tavoli e dopo sette ore di frenetico servizio tiro giù per la prima volta la mascherina. Ricomincio a respirare, è come rinascere. Non mi ero mai reso conto di quanto fosse orribile avere a che fare solo con il proprio respiro. Si soffoca, non tanto fisicamente quanto psicologicamente. Nell’atto della respirazione c’è l’essenza della vita stessa. Respirare è la prima cosa che facciamo quando usciamo dal grembo materno, è la continua e ininterrotta contaminazione con gli altri viventi. Non si respira mai da soli: il respiro stesso è la prova che siamo parte di un’unica, molteplice vita. Mettere una barriera tra noi e l’aria che respiriamo è come rimanere confinati, banditi dal mondo. Quell’aria che non riusciamo a vedere, eppure ci permette di sentire, odorare, gustare, vivere.
A chi viene in vineria e mi chiede la solita domanda, «ma che cos’è il vino naturale?», ora rispondo che è un vino che non teme il rapporto con l’aria. Un vino che non ha paura di nascere nella contaminazione con la vita di altri esseri viventi, di accettare fino in fondo lo stupore della metamorfosi dell’uva nel liquido odoroso. Un vino che abbraccia il cambiamento continuo, l’intima essenza della vita.

Calice Luce

Leggi tutto

Le fermentazioni spontanee, conversazione con Giacomo Buscioni


Non si può ridurre la fermentazione a un unico e lineare avvenimento: analizziamo piuttosto la biodiversità speciologica. Al momento è conclamato che il Saccharomyces cerevisiae è colui che conduce la fermentazione alcolica e molto spesso caratterizza lo spettro aromatico del vino. Le ricerche indicano che c’è una grande differenza genotipica rilevata tra le stesse famiglie di cerevisiae quando provengono da ambienti di vinificazione diversi, mentre è meno elevata all’interno dei ceppi provenienti dalla stessa cantina che, per questo, sono definiti “indigeni di cantina”.
Le spiegazioni di Giacomo Buscioni in un'articolata conversazione su Zoom.

Avviso ai lettori e agli abbonati


Amiche e Amici di Porthos,

purtroppo abbiamo avuto un grave problema nella nostra cantina che, comunque, stiamo risolvendo.
Tuttavia questa difficoltà ci sta impedendo di monitorare gli ordini dal sito e di proseguire con l’invio di Porthos 37.
Dalla settimana prossima riprenderemo a darvi un riscontro e procederemo con le spedizioni.
Ci scusami con tutti voi e vi ringraziamo della pazienza.

Corso5

Ecco Porthos 37

È possibile acquistarne una copia nella sezione Libri. Le spedizioni partiranno dal 10 novembre 2020. Il costo è 28 euro. Nelle settimane successive sarà disponibile presso tutte le librerie che ne faranno richiesta. Per ulteriori informazioni potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., una nuova casella istituita per loccasione. 

Per gli abbonati:
Se avete sottoscritto un abbonamento non è necessario prenotare la rivista, è già vostro diritto riceverla. Vi preghiamo soltanto di comunicare leventuale variazione del vostro domicilio.
Spediremo Porthos 37 numero unico a partire dal 10 novembre 2020. Sarà inviato in una grande busta protetta, quindi potrebbe essere ingombrante per una normale casella di posta, sarebbe meglio se a riceverlo ci fosse qualcuno. Agli abbonati abbiamo riservato una convenzione per lacquisto di ulteriori copie di Porthos 37: ogni copia in più, oltre a quella alla quale si ha diritto, costerà 20 euro invece di 28, il suo prezzo di copertina. Per comunicarci leventuale modifica dell'indirizzo e avere ulteriori informazioni o chiarimenti potete scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

trittico rivista low


 

Per Rosella

foto di giulia cerro

Due giorni fa ci ha lasciato Rosella Martini, figlia di Manfredi de “Il Paradiso di Manfredi”, a Montalcino. Ha ereditato l’azienda insieme a suo marito Florio Guerrini e l’ha condotta con l’aiuto delle figlie Silvia e Gioia. 
I nostri pensieri sono per la sua famiglia e per chi l’ha conosciuta e amata. Nelle prossime righe troverete un ricordo e una poesia di Chandra Livia Candiani, sono la mia e la nostra dedica.

rosella e florio

Leggi tutto

Il vigneto, comunità e contaminazioni

 
Ecco il resoconto dell’evento dedicato ai vini ottenuti dalle “vigne miste”, introdotto dal testo presente nella brochure di presentazione della stagione 2019-2020.
Quindi il discorso di apertura da parte di Matteo Gallello e di seguito un’intervista a Jacopo Stigliano, produttore di due etichette da vigne miste. A chiusura il racconto della degustazione con i dettagli sugli otto vini degustati, una dote di conoscenza di persone, paesaggi e territori, testimonianze di culture uniche, antiche e, nello stesso tempo, prodigiosamente moderne. 

starseti collage

«Un tempo il contadino piantava vitigni diversi nella stessa vigna, forse per comprendere quali si sarebbero adattati meglio al clima e alla terra del luogo. Col passare degli anni il vignaiolo ha scoperto un’interazione energetica ben al di là del visibile, da cogliere tutta nel vino. Il crescente rigore eugenetico nelle selezioni clonali ha impoverito la biodiversità, anche tra ecotipi dello stesso vitigno, e ha portato a una riduzione della varietà e della profondità espressiva dei vini. Eppure la biodiversità non è solo una risorsa espressiva del liquido, ma anche un’opportunità agricola: magari il maltempo non rovinerà tutti i grappoli visti i diversi tempi di fioritura e poi, nel caso di malattie, non tutte le piante saranno colpite. La non omogenea maturazione degli acini è diventata un’insospettabile virtù, creatrice di equilibri impensati».

Leggi tutto

La Rivista

copertina 37

Libro

copertina 37