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La lettera di Giacomo Lippi, febbraio 2020


Caro Sandro,

ti scrivo perché il tuo “pezzo sui topi” mi ha fatto molto riflettere sulle posizioni velleitarie che spesso animano i progetti di vino naturale, Val Di Buri in primis.
Sembra che chi si getta in un’avventura come questa, si trovi a un bivio esistenziale, chiamato a una scelta di vita da cui dipende la salvazione del mondo! Tutto assume una valenza rivoluzionaria e cristologica e le coordinate entro cui si muove questa comunicazione sono quelle del conflitto e del sacrificio!

Lippi

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“La Nuova Enologia” di Pier Giovanni Garoglio, riflessioni e spunti, 55 anni dopo

a cura di sandro sangiorgi

Sono ormai numerosi gli articoli dedicati al “gusto di topo,” vogliamo offrire un piccolo approfondimento avvalendoci di alcuni brani tratti dal libro di Pier Giovanni Garoglio stampato nel 1965 e fornito a uso didattico nelle scuole di Enologia. A suggerirci questa rilettura è l’amico Francesco Ferreri, al quale abbiamo chiesto anche di aggiungere delle considerazioni attuali e specifiche del suo territorio, Pantelleria.
Nel volume dello scienziato fiorentino – non sappiamo con quanta consapevolezza sperimentale – s’intravede l’importanza del concetto di “epigenetica”; Garoglio probabilmente non lo aveva frequentato in modo diretto, tuttavia la sua opera, soprattutto dagli anni cinquanta in poi, è pervasa dalla raccomandazione di non dimenticare il contesto ambientale se si vuole studiare la disciplina microbiologica e trarne un’utilità applicata.

frontespizio Garoglio

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Un luogo per ripartire

ha collaborato emanuela conversano
foto di paolo parise

Stavo ultimando la redazione di questo pezzo quando ho saputo della morte di Vittorio Fusari, un amico prezioso. Voglio mandare il mio pensiero più intenso a Patrizia, moglie e mia carissima amica, e al figlio che ho avuto la fortuna di conoscere poco tempo fa. Se si avrà la pazienza di leggere le mie righe, ci si renderà conto che questo breve accenno ha molto a che vedere coi principi da noi condivisi. 

Al centro della galassia
un campo di mirtilli rossi
Aldo Nove, da Poemetti della sera, di prossima pubblicazione da Einaudi, anticipato dalla rivista Poesia, numero 354, dicembre 2019
 

Una sosta. Potrei definirla anche così. È questo Porthos a Roma.
 Il cammino di ciascuno di noi – il lavoro, l’amore, la vita – ha bisogno di fermate, tanto fondamentali quanto impossibili da programmare. Guardo entrare le persone nella nostra stanza, si siedono, in attesa che si cominci, sono certo che condividono il mio medesimo sentimento, sono qui perché il loro cammino di innamorati del vino (e della bellezza) possa finalmente prendersi una pausa. Non credo che sappiano dove il prossimo tratto di strada li porterà, anche perché dipende dall’esito di quelle ore trascorse in via Laura Mantegazza 60-62.



Roma6

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Biondi Santi o croce e delizia del Mito


Tutto dunque può essere mito? Sì, a mio avviso, perché l’universo è infinitamente suggestivo.
Roland Barthes

Sono passati ormai tre anni dall’acquisizione della maggioranza di Biondi Santi da parte del Gruppo EPI (Européenne de participations industrielles), impossibile non riflettere su questo importante passaggio che coinvolge l’etichetta italiana più emozionante del Novecento. Ci provo con qualche annotazione su ciò che ho visto, ascoltato e sentito in un lunedì d’inizio settembre, ospite al Greppo insieme a giornalisti e addetti alla comunicazione del vino.

numeri

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La lettera di Paolo Parise, settembre 2019

Carissimo Sandro,
sono tornato domenica scorsa dalla settimana di trekking in Barbagia con la Zeppelin. Qui le piogge, il buio la sera e la ripresa del lavoro in piscina hanno decretato la fine dell’estate ed è di nuovo già vendemmia sulle colline qui attorno. Oggi (domenica scorsa) c’è proprio un tempo da lupi. La settimana in Sardegna, anche se faticosa e fatta di giornate piene, mi fa comunque sempre bene. Quest’anno avevo solo 16 persone, tra le quali incredibilmente mancavano i soliti affezionati, così sono riuscito a godermela di più. È da un pezzo che volevo scriverti 4 righe, forse dopo aver letto il tuo ultimo intervento su sito di Porthos, La ricerca di una possibile felicità.

Parise2 sett19

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Il diario di Francesco Ferreri

Terza puntata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo contributo di Francesco Ferreri da Pantelleria.

Alla fine, sollecitati dai suoi racconti, abbiamo aggiunto un riferimento letterario, già presente anche su Porthos 20 in coincidenza con la monografia dedicata al Barbaresco. Viene dal capolavoro di Edgar Lee Masters “Spoon River Anthology”, la traduzione è di Beppe Fenoglio ed è presente nel volume “Quaderni di Traduzioni” a cura di Mark Pietralunga, Edizioni Einaudi, 2000.

vigneto San Vito

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Etna, sogno siciliano

a cura di sandro sangiorgi
foto di matteo gallello e roberto lo pinto


lI talento immediato soccombe davanti alla massa della produzione meccanica.

J.W. von Goethe 

La frase di Goethe, estrapolata da Fotografia e società di Gisèle Freund, sintetizza la mia attuale visione dell’Etna: un luogo dal talento cristallino grazie alla congiunzione straordinaria tra il contesto naturale e l’intelligenza umana. A Muntagna, in virtù dell’orografia e della geomorfologia, per ora non si presta a un invasivo processo di meccanizzazione, la manualità è sempre alla base del lavoro. Basta menzionare i terrazzamenti e i muretti a secco e si comprende l’impossibilità di adottare mezzi aggressivi per lavorare la terra. Ad ogni modo, per quanto negli ultimi trent’anni molti impianti ad alberello siano stati sostituiti dalle spalliere, per permettere l’ingresso di macchine tra i filari, rimane alta la percentuale di vigneti condotti “alla greca” (l’alberello egeo). 

Copertina Etna LOW

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da Porthos, aggiornamenti sulla questione Coronavirus

Gentili Amiche e Gentili Amici della comunità porthosiana,

diversamente da quanto comunicato meno di una settimana fa, siamo costretti a rimandare l’intera attività didattica.

La situazione generale non permette alle persone di trascorrere serenamente il tempo qui a Porthos.
Stiamo lavorando a un nuovo calendario sebbene non ci sentiamo ancora di confermarlo, vista la volatilità degli eventi.

Considerateci a disposizione per ulteriori dettagli e chiarimenti.

Vi ringraziamo sin d’ora per la pazienza e vi auguriamo giorni sereni.

matteo, roberto, greta, chiara, graziela, sandro

Pantelleria palma

Il topo e il var

ha collaborato emanuela conversano

Avete presente quando siete davanti a una partita, non importa se allo stadio, alla radio o davanti alla tv, e segna la vostra squadra del cuore? Saprete allora che, fino a poco tempo fa, potevate scatenare un’esultanza fragrante e liberatoria, mentre oggi non è più così. Sono molte le volte nelle quali l’urlo ci si blocca nella gola e finisce che ce lo rimangiamo a causa del VAR – video assistant referee – che annulla la rete appena segnata. Ecco, qualcosa del genere accade anche nel vino.

var

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A quasi un anno


Violente l’épaule s’entrouvre;
Muet apparaît le volcan.
Terre sur quoi l’olivier brille,
Tout s’évanouit en passage. 

Violenta si schiude la spalla;
Muto appare il vulcano.
Terra su cui brilla l’ulivo,
Tutto passa e scompare. 

René Char, traduzione di Giorgio Caproni, Einaudi 2018, prima edizione Feltrinelli 1962.


A poco più di un anno dalla morte di Beppe Rinaldi e di Stefano Bellotti ci ha lasciato improvvisamente un altro amico, Franco Zanovello.
Ho già scritto che, per chi fa il nostro mestiere, l’amicizia coi produttori è una questione delicata. Inoltre esistono tante forme di relazioni che, per quanto “professionali”, non sono sovrapponibili. A definirle è il primo incontro, proprio come dice Thomas Stearns Eliot: «Ciò che amiamo degli altri è il ricordo di quando e come li conoscemmo».

trio

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La ricerca di una possibile felicità


Lancy, 12 agosto 1852

«Ogni sfera dell’essere tende a una sfera più elevata e ha già rivelazioni e presentimenti. L’ideale, sotto tutte le sue forme, è l’anticipazione simbolica d’un esistenza superiore alla nostra, alla quale tendiamo. Come i vulcani ci portano i segreti del globo, l’ispirazione, l’entusiasmo sono esplosioni del mondo interiore dell’anima. La vita umana non è che l’avvento alla vita spirituale, e ci sono ancora innumerevoli gradi, sia nell’una sia nell’altra [...]».
Da Frammenti di un giornale intimo di Enrico Federico Amiel, traduzione di Cristina Baseggio, Utet (Unione Tipografico-Editrice Torinese) Torino, 1931.

Sin dall’inizio della mia attività di divulgatore ho tenuto a battesimo persone che si sono poi impegnate nel “lavoro del vino”: molte sono diventate figure commerciali, altre hanno aperto locali e alcune hanno addirittura affrontato la produzione. Potrebbe apparire scontato – se uno insegna materie enologiche, chi può aspettarsi come allievo e come allieva? Invece non è così banale, dal momento che proprio negli anni in cui ho cominciato è avvenuta una trasformazione del pubblico partecipante ai corsi. Si è passati da una comunità ristretta, della quale facevano parte quasi solo professionisti del settore, a una schiera ampia e articolata composta da appassionati che, pur attratti dalla bellezza dell’argomento, non immaginavano che quel sentimento, trasformato in amore, potesse cambiare la loro vita.

gruppo Porthos low
foto di maria enqvist

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Corso dedicato alla pratica e alla conoscenza del vino

È riservato alle persone che amano il vino e l’hanno fatto diventare il proprio lavoro. 
a cura di sandro sangiorgi

Sempre lunedì e martedì: 13 e 14 maggio, 20 e 21 maggio, 27 e 28 maggio, 3 e 4 giugno dalle 11:00 alle 14:00

immagine professionisti

Il programma nasce dall’assunto: se avessi una persona alla quale insegnare come frequentare il vino, da dove partirei?
Ho immaginato un percorso di scoperta e condivisione tale da poter essere applicato immediatamente. La pratica del vino è fatta di regole inossidabili e di aspetti in continua evoluzione, il compito del nostro progetto didattico è rafforzare gli elementi certi e preparare le persone ad affrontare i naturali cambiamenti di ogni professione. 
L’uso del vino ripulito da falsi luoghi comuni e da inutili teatralità che corrompono la genuinità del lavoro. Non serve diventare maestri della propria clientela, meglio rappresentare una guida, porsi in ascolto ed essere pronti a imparare da ogni confronto.





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