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Approfondimenti

Sandro Sangiorgi e "Manteniamoci giovani - vita e vino di Emidio Pepe" a Pordenonelegge 2014

Vi segnaliamo il nuovo appuntamento con Manteniamoci giovani - vita e vino di Emidio Pepe a Pordenonelegge 2014.

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Le parole del vino

Sabato 20 settembre alle 18:30 presso il Palazzo Klefisch di Pordenone

Incontro con Sandro Sangiorgi, conduce Paola Coccolo, direttrice dell'Ersa Friuli Venezia Giulia.

A partire dalla storia della vita e del vino di Emidio Pepe, Sandro racconta come dal vino passi l'identità e l'unicità di un territorio. E come la viticoltura e l’enologia possano riuscire nel compito arduo di restituire il sapore, la memoria, la storia di una terra e, nel contempo, conquistare i mercati.

Seguirà una degustazione dei vini dell'azienda Emidio Pepe.





Corso di panificazione e granicoltura - Seconda lezione

Fabio Ciri è il proprietario dell’azienda Le Due Torri di Spello, tra Foligno e Assisi, provincia di Perugia. Da sempre è legato all’agricoltura, la famiglia paterna coltiva tutt’ora tabacco e barbabietole con un’impronta chimico-convenzionale; dal 1992 ha preso in mano la proprietà materna, un allevamento di bovini. Ha studiato agraria e il suo sogno era la programmazione agricola agroindustriale: «Dal 1993 ho iniziato a condurre i 150 ettari con regime biologico. Aver sempre avuto a disposizione l’allevamento bovino ha semplificato la conversione: la continuità del letame per tre generazioni ha consentito la fertilità dei terreni nonostante la chimica adoperata. Nella mia famiglia sono convinti dell’agricoltura convenzionale mentre io vorrei riuscire ad avere un’azienda sostenibile di tipo alternativo ma che porti risultati confrontabili e inconfutabili, che diano sostegno all’agricoltura del futuro».

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La nuova edizione di Champagne - Il sacrificio di un Terroir

È di nuovo disponibile, in un’edizione revisionata nell’impaginato e nei testi, Champagne – Il sacrificio di un Terroir. I contenuti del libro sono rimasti pressoché intatti, mentre abbiamo cercato di aggiornare molti dei dati che risalivano alla metà degli anni 2000 e dare quindi un’immagine più nitida della situazione attuale. In questa operazione abbiamo goduto dell’aiuto di Patrizia Pozzato, appassionata dello Champagne e titolare di Winery 51, una piccola casa di distribuzione di Récoltant e selezioni particolari. Per accompagnare questa presentazione ho chiesto a Patrizia di scrivere una breve nota su come ha reperito le informazioni.
Il nuovo intervento di editing di Gretel Hohenegger ha voluto dare al libro una maggiore omogeneità e un respiro più equilibrato rispetto alla versione precedente. Inoltre, la tipografia Ostiense ha migliorato sensibilmente la resa dei testi e delle fotografie di Giampi Giacobbo.
Siamo certi che Samuel Cogliati, autore del saggio e ora editore in proprio, sarà orgoglioso della nostra iniziativa.

La prefazione di Sandro Sangiorgi


Champagne Copertina

Conte d’automne I

Autunno: tempo di vendemmia. E di guide. La più nota e diffusa fra le enografiche francesi, ogni anno recita cosa c’è di nuovo nelle varie regioni vitivinicole. In questi giorni ce lo siamo chiesti anche noi: quoi de neuf en Toscane? E in Chianti?
I più hanno già svinato, i ritardatari si attardano alle fermentazioni. Qualcuno inizia la raccolta delle olive ma di olio ancora non si parla: quasi una scaramanzia, anche se le drupe sembrano belle. Una strana e poco toscana prudenza quindi, che pare essere la conseguenza delle infinite difficoltà viticole di quest’annata.



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Ingannevole è la tv, sopra ogni cosa

Carne e NAS. Terracina e AGCOM

La notizia è ormai routinaria. Anche se la definiscono “scandalo”, nessuno si scandalizza più, è solo un’altra pietra che si aggiunge al muro dei misfatti alimentari: carni avariate che i NAS, in cerca di tracce equine, trovano nel magazzino di un’azienda a Milano. I dettagli sono tristi e inquietanti ma nulla che non si sia già visto, tralascio i dettagli perché, confesso, sono debole di stomaco.

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Corso di panificazione e granicoltura - Prima lezione

Il professor Seghetti e Walter D’Ambrosio ci hanno guidato attraverso la conoscenza del lievito madre, la sua applicazione nell’impasto, l’interazione con le farine e le caratteristiche di queste ultime. 
Il professore ha spiegato in primis il senso del prodotto: il pane è frutto della terra, alimento primordiale, lavoro dell’uomo e segno di ospitalità e fratellanza.

Generale

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Il Chianti, tra toscanizzazione risorgimentale e supertuscanizzazione post-moderna

Morte. Che m’ho a ricordare io che sono nemica capitale della memoria.

Memoria. Ma io me ne ricordo bene; e so che l’una e l’altra tiriamo parimenti
a disfare e a rimutare di continuo le cose di quaggiù,
benché tu vada a questo effetto per una strada e io per un’altra.”

Giacomo Leopardi, Dialogo della Moda e della Morte (1824)


 

Dal ‘500 in poi ogni fin de siècle ha coinciso con un’accelerazione nell’enografia chiantigiana. Gli ultimi due secoli, in particolare, hanno rappresentato un tentativo pianificato con cura e tecnica – e scaltrezza di posizionamento – di imporre un comparto produttivo all’attenzione dei mercati internazionali.
Il XIX secolo è senz’altro il secolo di Ricasoli[1], della sua invenzione del sangiovese come vitigno principe dell’enologia toscana, della sua ricerca tecnologica volta al miglioramento qualitativo del vino chiantigiano e, una volta ottenuto, alla conservazione di questa qualità nel tempo e nello spazio (del commercio).

Cipressi

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Chianti, armonia e invenzione

note di degustazione di sandro sangiorgi
foto di giacomo lippi


Non è possibile analizzare il Chianti in quanto comparto agricolo senza considerare il contesto della Toscana nella sua complessità. E questo non solo perché nell’intenzione dei legislatori degli ultimi sessant’anni c’è stata la volontà precisa di fare di quest’ultima un’area vitivinicola d’eccellenza e del Chianti (e delle sue sottozone) la denominazione regionale per antonomasia, con buona pace di Mario Soldati che nel 1969 denunciò i pericoli insiti in questo viatico. Ma anche, e soprattutto, perché la storia del vino nella terra del Boccaccio e del Machiavelli – di cui quest’anno ricorrono alcuni anniversari – è storia recentissima e con la s minuscola, fatta di osmosi fra tendenze e accadimenti apparentemente separati e susseguitisi in luoghi a volte distanti l’uno dall’altro (il Chianti appunto, la costa livornese “degli Etruschi”, Montalcino, Montepulciano, la Maremma grossetana) ma alla lunga strettamente interconnessi.

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L'intervento a Castelbuono


Pubblichiamo il mio contributo a una tavola rotonda dedicata alla biodinamica voluta e organizzata a Castelbuono, in provincia di Palermo, dalla sezione italiana dell’Union Européenne des Gourmets. È stata un’occasione preziosa per imparare da persone appassionate e appassionanti. Per questo, e per la profonda amicizia che ci tiene legati, sento di ringraziare in modo speciale Guido Falgares e Francesca Tamburello. Trattandosi di un intervento “a braccio”, domando sin d’ora scusa per il tono colloquiale di alcune parti.

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L'olio extravergine di oliva tra sofisticazione e qualità. Intervista a Leonardo Seghetti

La Commissione Europea ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 2011 il Regolamento 61/2011 “relativo alle caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa d’oliva nonché ai metodi di analisi ad essi attinenti”. La norma introduce la valutazione di un parametro chimico analitico che consente di valutare, seppur con alcuni limiti, la qualità e la genuinità dell’olio di oliva extravergine. Come spesso accade quando si discute delle norme in materia di prodotti alimentari, la confusione sotto il cielo è grande. E’, infatti, già fiorita una piccola letteratura interpretativa che ne ha travisato il contenuto originario e, anziché informare i consumatori ignari, ha innescato inutili allarmismi. 

Abbiamo provato a gettare una luce “deodorata” sui contenuti del regolamento in particolare e sulla questione delle sofisticazioni degli extravergini in generale attraverso un’intervista a Leonardo Seghetti, docente presso l’Istituto Tecnico Agrario di Ascoli Piceno.

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