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Sagrantino Wine Festival

la manifestazione

Alla fine di settembre ’06, la “Ringhiera dell’Umbria”, Montefalco, ha ospitato, insieme ai Comuni limitrofi di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo, la XXVII Settimana Enologica e, con essa, la presentazione dell’annata 2003 del Sagrantino, vino e vitigno tipico della zona.

Siamo nell’entroterra tra Todi, Assisi e Spoleto e le dolci pendici di queste colline coltivate a vite e ulivo sono, al momento, ricolme di uva ormai giunta a maturazione, con attese più che notevoli per una qualità che era venuta a mancare da qualche anno.
La manifestazione ha accolto i prodotti di (quasi) tutte le cantine più importanti, aderenti al Consorzio del Sagrantino; i vini assaggiati, profondamente diversi in relazione alle diverse scelte effettuate dai produttori in ordine al periodo di raccolto, alle tecniche di vinificazione, hanno comunque consentito di cogliere alcune caratteristiche comuni.
Innanzi tutto la tipologia dell’annata, che ha collezionato una notevole serie di giornate calde, consegnando un vino con tannini dolci e rotondi, ben lontano dalla profondità e complessità non solo delle vendemmie importanti, quali la 1998 o la 1985, ma anche dall’onesta 2001.
Poi la ragguardevole gradazione alcolica, spesso superiore ai 14°, maggiormente percepibile in una produzione già morbida, che in tal modo corre il rischio di non essere apprezzata.
Infine i sentori del legno, troppo spesso invadenti e prevaricanti, uniti a colori troppo scuri e profondi e a densità tali da risultare incredibili in assenza di un poderoso intervento in cantina.
In un tale panorama, sono andate meglio le aziende che meno hanno alterato le particolarità del vitigno, prima tra tutte una certa “rusticità”; tra queste meritano una segnalazione Perticaia, di recente fondazione, Antonelli e Fattoria Colleallodole, dove gli eredi di Milziade Antano sono riusciti a produrre un vino di buon livello, riconoscibile ed aderente al territorio.
La degustazione di Sagrantino “Passito”, ottenuto mediante vinificazione di uve selezionate su graticci, ha condotto ai medesimi risultati non esaltanti di quelli della tipologia “Secca”. Anche in questo caso, però, alcuni produttori sono riusciti a realizzare vini interessanti, quali Colpetrone, caratterizzato peraltro da una notevole densità, e Fattoria Colleallodole.
Alla manifestazione erano anche presenti altri vini, cioè il Montefalco Rosso DOC (prodotto con uve Sangiovese unite ad altre a bacca rossa, tra cui Sagrantino), il Montefalco Bianco e un’interessante Trebbiano Spoletino.
In conclusione, il Sagrantino di Montefalco continua a crescere in termini di quantità: nel 2008 sarà in commercio la vendemmia 2005 con un potenziale di 2 milioni di bottiglie, mentre appena nel 1998 le bottiglie prodotte erano poco più di 500 mila; in 5 anni il vigneto iscritto a Docg è passato dai 100 ettari scarsi (dati relativi all’anno 2000) ai 552 attuali. A tale aumento quantitativo non sembra però accompagnarsi un accrescimento qualitativo e gli esiti della manifestazione di Montefalco, sia pur con qualche eccezione anche di produttori estranei al Consorzio, sembra confermarlo.

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