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Mocchiutti Lorenzo - sulla certificazione dei vini naturali

Il parere di Lorenzo Mocchiutti – Azienda Agricola Vignai da Duline (San Giovanni al Natisone - UD).

Lorenzo Mocchiutti – Azienda Agricola Vignai da Duline– Vini Naturali: certificazione o no? Se sì, quale?
Stabilire cosa e quanto ammettere nell'elaborazione di un vino non è materia semplice e richiede una profonda conoscenza storica, medica e organolettica. Nonostante queste premesse crediamo che ci sia in questo momento la necessità di una certificazione almeno sulla produzione della materia prima; un 'contratto' tra il produttore e consumatore, qualcosa che perlomeno garantisca l'approccio organico e un'attenta salvaguardia ambientale.
Un contratto chiaro serve, e si é visto quanto, sopratutto nelle annate difficili (in primis 2008), dove senza principi forti è difficile mantenere una rotta coerente.
La certificazione europea è sicuramente troppo elastica e lacunosa, ma per il momento è una base comune minima di rispetto reciproco tra colleghi e verso i consumatori; un punto di partenza su cui comunque lavorare.

– La vostra azienda aderisce a qualche disciplinare?
Per quanto attiene alla nostra esperienza, siamo partiti nel 1997 chiedendo e ottenendo subito la certificazione, in tempi in cui parlare di vino biologico in Italia era addirittura avanguardistico.
Eravamo sicuri della nostra etica e chi ci conosceva e assaggiava i vini lo era altrettanto; e il controllo esterno avvallava questa fiducia. Da allora questo tipo di scelta ci sembra ancora più importante perché pone paletti tra chi sostiene di essere 'naturale' (quasi tutti oggigiorno!!!) e chi si impegna pubblicamente.
Da questo punto di partenza poi capacità, sensibilità e creatività fanno la differenza per arrivare a un grande vino che sappia parlare della vibrazione personale del produttore.

– Come si potrebbe definire secondo voi il vino naturale?
Ci siamo spesso trovati a ragionare su cosa sia il vino naturale, in un momento in cui stanno crescendo, a nostro avviso, la confusione e la mancanza di chiarezza tra produttori e, di conseguenza, tra i consumatori.
Parlare di una ritrovata tradizione nella modalità di produrre il vino è spesso limitante e fuorviante. A quale tradizione ci si riferisce? Basta considerare che dai Romani in poi sono accertati l'uso della solforosa e di additivi come il gesso per aumentare l'acidità o filtrazioni più o meno spinte per conservare gli zuccheri. L'uva, per natura, viene aggredita da lieviti e batteri con il risultato di produrre muffe e acido acetico e l'uomo, nei millenni, si é ingegnato per conservare il potere nutritivo del frutto controllando la fermentazione, per trasformare l'energia zuccherina in alcool e trovando nel tempo le tecniche per conservare più a lungo e rendere il fermentato più gradevole. La trasformazione è contenuta nel passaggio natura-cultura.


Lorenzo Mocchiutti e Federica Magrini
Azienda Agricola Vignai da Duline – San Giovanni al Natisone (UD)

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