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Bocca Nicoletta - sulla certificazione dei vini naturali

Il parere di Nicoletta Bocca – San Fereolo (Dogliani - CN).

Nicoletta Bocca – San Fereolo– Vini Naturali: certificazione o no? Se sì, quale?
Una certificazione generale per i vini naturali è uno strumento che non mi convince. Dal mio punto di vista è un po’ come la legge sull’affidamento dopo il divorzio: se sei incivile è necessaria, se invece sei una persona come si deve, rischia di essere fortemente limitante. Mi rendo conto di quanto sia importante cercare di rassicurare il consumatore, il mercato e gli stessi produttori, ma è chiaro che se si avverte la necessità di un sistema di regole codificate è perché ci sono molte cose che non funzionano a livello culturale. Oggi abbiamo dei sistemi di certificazione che hanno limiti forti e che spesso sono gestiti in maniera ambigua o poco trasparente: vediamo produttori, distributori, giornalisti e tecnici che cercano di cavalcare la popolarità della biodinamica, e del naturale in genere, in maniera opportunistica. Ci sono interessi di vario tipo che si sovrappongono; in una parola, siamo alle prese con un grosso problema di responsabilità sia collettiva che individuale. La domanda che mi pongo è: in condizioni come queste, l’ipotesi della realizzazione di una certificazione che stabilisca il confine tra naturale e non naturale in maniera equa è realistica? Non voglio fare l’apologia dell’individuo o della comunità che va oltre le leggi e i regolamenti, né della malintesa anarchia: è che alla fine sono pur sempre gli uomini a maneggiare uno strumento. Ecco perché condivido la pratica dell’autocertificazione adottata da Vini Veri.

– La vostra azienda ha qualche tipo di certificazone?

Rispondiamo ai disciplinari CCPB e Demeter, oltre ad aderire al gruppo Renaissance Italia, conformandoci dunque ai paletti della Carta di qualità di Nicolas Joly.
E’ necessario comprendere che la legge e le regole possono anche andare bene, ma la dialettica della natura è infinitamente più complessa. Mi spiego: se hai un approccio realmente naturale, non riuscirai a fare tutti gli anni le stesse cose, perché è giusto che sia la vigna a comandarti. Così potresti trovarti, in determinate circostanze, a dover uscire dagli schemi, oppure a vedere pregiudicato il tuo lavoro proprio dalle regole. Insomma, deve essere un percorso individuale ed è necessario percepire nel viticoltore la tensione al miglioramento, al mutamento, all'indagine; non bastonarlo, ad esempio, se un anno deve disacidificare. Credo sarebbe ora di dedicare più attenzione alle attività di tutti i vignaioli che lavorano bene fuori dalle certificazioni: bisogna invogliarli a fare della ricerca, a scoprire con gioia le possibilità della propria uva, senza incoraggiarli a mentire per stare entro determinati parametri.


Nicoletta Bocca
San Fereolo – Dogliani (CN)

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