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Noi c'eravamo

Vent'’anni di Merano WineFestival

Si è conclusa la ventesima edizione del Merano WineFestival. Tanto è passato da quando Helmut Kocher, e un gruppo di amici appassionati di vino, nel 1991, hanno deciso di dar vita a quello che sarebbe diventata una delle più importanti fiere dedicati al vino in Italia.

Porthos è stata presente sin dal 2001, dieci anni importanti per il mondo del vino: dalla nostra postazione abbiamo percepito i cambiamenti e l’evoluzione, non solo nelle scelte dei vari produttori ma anche nelle persone che vivono questo mondo. In questo lasso di tempo abbiamo avuto il privilegio di osservare i gesti più o meno ordinati, di ascoltare i commenti e i giudizi di quanti si approcciavano alla nostra rivista in cerca di un consenso o solo per la gioia di condividere una scoperta. Abbiamo assistito a edizioni caratterizzate da un grande entusiasmo, dalla presenza forse eccessiva e altre nelle quali emergevano una sorta di stanchezza e apatia.
Il Festival, quest’anno, è stato particolarmente interessante e la presenza numerosa di un pubblico attento, nonostante il prezzo d’ingresso così elevato, è dimostrazione del fatto che il mondo del vino continua a suscitare un vivo interesse. Un maggiore spazio a un mercato più consapevole, legato al territorio e la scelta, da parte delle aziende, di presentare le bottiglie di vecchie annate mettendo in evidenza anche le potenzialità dei vini nel tempo, sono stati aspetti che hanno colpito nel segno. Oltre 5300 visitatori nelle quattro giornate ai quali si aggiungono 300 giornalisti accreditati e 2000 espositori sono numeri importanti che hanno portato alla città di Merano un bel clima di positività. Al di là delle innumerevoli proposte di Culinaria, non ho potuto resistere al panino con bratwurst e crauti del furgoncino rosso vicino ai giardinetti, preparato con tanta passione da una gentile signora.
In un clima di tanta accoglienza però ho visto rifiutare l’ingresso a un piccolo e dolcissimo cagnolino che rimaneva in un cappello dal momento che i body guard del Festival avevano disposto il divieto assoluto di ingresso agli animali. Pur rispettando le norme, è assurdo pensare che il miglior amico dell’uomo possa ancora destare tanta preoccupazione. Per fortuna a luglio arrivano puntualmente gli spot del Consiglio dei Ministri che ritraggono il cagnolino triste e sui quali troneggia la scritta: non abbandonarmi!

 

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