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Piovono pietre

Il Reality è servito

A qualcuno, anzi a molti.

In tempi non sospetti, in modi non equivocabili, con parole chiare, abbiamo trattato della spettacolarizzazione in atto nel mondo del cibo e del vino.
L'editoriale del n. 18/19 sottolinea concetti che abbiamo più volte, in questi anni, affrontato e ribadito. E' per questo che non ci ha sorpreso l'arrivo, su Rai Uno, di un reality-show ambientato in un ristorante e condotto da Antonella Clerici.
Comunque vada, si usa dire, sarà un successo. Infatti, se ne parla, ci sono polemiche, pettegolezzi, si sprecano parole e inchiostro, ma gli sponsor, alla fine, ringrazieranno.
C'è visibilità per tutti: per il cuoco che conduce la brigata, per le star, più o meno decotte, che gli tengono bordone, per quelli che si scandalizzano e per chi si rifugia nel birignao. Insomma, c'è posto per tutti.
Anche per quelli il cui atteggiamento, in verità, è poco comprensibile. O forse non lo è, a ben guardare. Facciamo così, guardateci voi, e diteci se vi è chiaro cosa è successo. Noi abbiamo provato a riassumere i fatti.
La società che produce lo show ha voluto addestrare i partecipanti, dimostrando così una certa professionalità organizzativa.
Il teatro dell'addestramento è stata la Città del Gusto, roccaforte del Gambero Rosso Holding Spa, nota azienda del mondo dell'enogastronomia italiana, ricca di soci illustri e di attività molteplici. A rivelarlo è il Blog di Stefano Bonilli, condirettore del Gambero e quindi persona informata dei fatti.
Pare, ma su questo non vi è certezza, che l'affitto delle sale abbia fruttato una somma non trascurabile alla GRH Spa. Fin qui nulla di strano.
Ora che il programma è avviato, ci sono già i primi esclusi e i romani riempiono il ristorante, pare, ogni sera. Anche qui, nulla di strano.
Quello che stupisce è la serie di interventi che, a partire proprio da Bonilli, sono apparsi sul Forum del Gambero Rosso.
Il Bonilli, da esperto di televisione, aveva già capito tutto, con qualche anno di anticipo, ovviamente. Tanto che disquisiva sulla qualità del programma, prima ancora che andasse in onda.
E si dissociava, in grassetto. Il Gambero non c'entra nulla, sia chiaro, sembrava dire, anzi, bisogna distinguere i piani. Se l'avessero fatto loro, sarebbe stata un'altra cosa, di questo siamo certi. Non l'avrebbero certo presentato così:
"Il 21 dicembre inizia su Rai 1 un nuovo reality show e questa volta ci riguarda, volenti o nolenti. (Volenti chi? Nolenti chi? Il corsivo è nostro, pardon…)
Dodici personaggi dello spettacolo, ma di quelli bolliti, che ucciderebbero la madre pur di andare in prima serata, gestiranno un ristorante vero, pranzo e cena per 50 persone. Mino Reitano e la Badescu tanto per capirsi, cioè una farsa, a cui cercherà di porre rimedio Igles Corelli nelle vesti dello shef-tutor (sic, un errore di battitura, capita…). Se chiedete perchè lui ha accettato datevi anche la ovvia risposta e risparmiatevi la morale: per soldi."
Parole di missionario, verrebbe da dire, se non fosse che calcare l'accento sui soldi incassati da altri, quando si è beneficiato della produzione, è quanto meno di cattivo gusto. Ma non finisce qui, perché un esperto che si rispetti vede lontano:
"Il pericolo di questo spettacolo è lo sputtanamento di un settore già troppo sotto i riflettori e non sempre per motivazioni positive."
Parole sante. E il Gambero che fa? Affitta la sala, turandosi il naso.
Qualcuno doveva pur farlo…
Insomma, un successo. A proposito, Mino Reitano non si è visto.

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