logo porthos

Indipendenti da sempre,
ci occupiamo di vino, cibo e cultura

Il tuo carrello è vuoto

ico fbico twico isico gplusico ytico yt

Storie

Biondi Santi o croce e delizia del Mito


Tutto dunque può essere mito? Sì, a mio avviso, perché l’universo è infinitamente suggestivo.
Roland Barthes

Sono passati ormai tre anni dall’acquisizione della maggioranza di Biondi Santi da parte del Gruppo EPI (Européenne de participations industrielles), impossibile non riflettere su questo importante passaggio che coinvolge l’etichetta italiana più emozionante del Novecento. Ci provo con qualche annotazione su ciò che ho visto, ascoltato e sentito in un lunedì d’inizio settembre, ospite al Greppo insieme a giornalisti e addetti alla comunicazione del vino.

numeri

Leggi tutto

La lettera di Paolo Parise, settembre 2019

Carissimo Sandro,
sono tornato domenica scorsa dalla settimana di trekking in Barbagia con la Zeppelin. Qui le piogge, il buio la sera e la ripresa del lavoro in piscina hanno decretato la fine dell’estate ed è di nuovo già vendemmia sulle colline qui attorno. Oggi (domenica scorsa) c’è proprio un tempo da lupi. La settimana in Sardegna, anche se faticosa e fatta di giornate piene, mi fa comunque sempre bene. Quest’anno avevo solo 16 persone, tra le quali incredibilmente mancavano i soliti affezionati, così sono riuscito a godermela di più. È da un pezzo che volevo scriverti 4 righe, forse dopo aver letto il tuo ultimo intervento su sito di Porthos, La ricerca di una possibile felicità.

Parise2 sett19

Leggi tutto

Il diario di Francesco Ferreri

Terza puntata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo contributo di Francesco Ferreri da Pantelleria.

Alla fine, sollecitati dai suoi racconti, abbiamo aggiunto un riferimento letterario, già presente anche su Porthos 20 in coincidenza con la monografia dedicata al Barbaresco. Viene dal capolavoro di Edgar Lee Masters “Spoon River Anthology”, la traduzione è di Beppe Fenoglio ed è presente nel volume “Quaderni di Traduzioni” a cura di Mark Pietralunga, Edizioni Einaudi, 2000.

vigneto San Vito

Leggi tutto

Domenica 7 ottobre 2018

a cura di roberto lo pinto e lavinia sangiorgi

Domenica 7 ottobre, nell’ambito della manifestazione “Bottiglie aperte”, su invito dell’organizzazione della “Milano wine week” e di Davide Manitta, titolare dell’agenzia “Radici Natural Wines”, ho condotto due momenti dedicati al vino naturale. Nel primo, quello ufficiale, ho incontrato un pubblico pagante composto soprattutto da cittadini consumatori e da produttori di vino; nel secondo mi sono dedicato a un gruppo di giornalisti accreditati presso la manifestazione. 

melograni
dipinto di marcello spada

Leggi tutto

Per Nino


Leggi anche Cosa è stato Pieropan per noi amanti del vino

Caro Nino, ho aspettato prima di scriverti. In questo tempo altri amici sono andati via e, ogni volta che è capitato, ho pensato che avrei voluto dedicarti un ricordo, ma davvero non trovavo come cominciare. Ho continuato a prendere appunti, rivivendo gli anni della nostra frequentazione, per non farmi scappare nulla. Ho provato a delineare il tuo profilo di produttore determinante per la nostra cultura del vino bianco, ben al di là dei confini della zona che hai così intensamente difeso e rappresentato. Soave e via Camuzzoni… le vigne vicine al castello, non importa quanto sia passato dal giorno della tua morte, i miei sensi non mi tradiscono e le emozioni premono fino a fare male, così stamani all’alba ti ho sognato.

Pieropan
foto di giampi giacobbo

Leggi tutto

Il diario di Francesco Ferreri

Seconda puntata

L’inferno è vivere da vero re

Senz’essere stati mai sé stessi
Ma niente lacera di più
Niente può far male più
Non più di essere me stesso
da Afterhours, So chi sono, Folfiri o Folfox, 2016

Mentre il nostro aereo atterrava a Pantelleria, al rientro da Roma, continuava a ronzarmi in testa questa canzone degli Afterhours. Il capitano aveva da poco annunciato la turbolenza dovuta al vento. Mi guardavo intorno, ma non riconoscevo nessuna faccia con cui condividere il momento. Solo turisti che hanno scelto l’isola per le loro vacanze estive senza considerare che lo Scirocco arriva a raffiche, strattona, strappa e porta lontano. Non ha nulla di lineare, niente di ordinario. Così ci fu un silenzio spaventoso prima di toccare terra saltellando e con un’ala che quasi sfiorava la pista. Poi, solo risate e facce contente di poter chiamare a casa per dire quanto l’isola, da subito, può turbare.
Con la fine di maggio inizia l’estate e noi panteschi ci sentiamo ospiti. 
Frotte di turisti invadono ogni angolo, se non si presta attenzione è possibile trovarli persino sulla veranda della propria casa: «C’è una vista magnifica da qui, possiamo fare una foto?» Molti di loro, negli anni d’oro, hanno comprato una casa e ben presto l’hanno trasformata in un’oasi privata. Dove prima c’era un libero accesso al mare, adesso si trova un cancello con su scritto “Proprietà Privata”. Inoltre per indicare un dammuso vengono esposte targhette con i nomi più strani — El boat, Ca’ dei Sass, Welcome in tanq — prima bastava usare il soprannome di chi ci viveva: «Va unni Vicenzo Ciccune, resta vicino a Rosa, a mugghiere du Canonico», mi diceva mia madre. 
È stato confortante raggiungere Kaffefi, ritrovare i miei genitori nella loro immutabilità quasi atarassica, ritrovare Zu Pino che ogni giorno cura il suo orto in maniera maniacale e che, di tanto in tanto, mi chiama per bere insieme un bicchiere di vino. Per lui non fa differenza se è estate o inverno, l’unica cosa che importa è che ci sia sempre qualche ortaggio da poter raccogliere e condividere con gli amici, lontano dalla frenesia.

dammuso ferrandes

Leggi tutto

A quasi un anno


Violente l’épaule s’entrouvre;
Muet apparaît le volcan.
Terre sur quoi l’olivier brille,
Tout s’évanouit en passage. 

Violenta si schiude la spalla;
Muto appare il vulcano.
Terra su cui brilla l’ulivo,
Tutto passa e scompare. 

René Char, traduzione di Giorgio Caproni, Einaudi 2018, prima edizione Feltrinelli 1962.


A poco più di un anno dalla morte di Beppe Rinaldi e di Stefano Bellotti ci ha lasciato improvvisamente un altro amico, Franco Zanovello.
Ho già scritto che, per chi fa il nostro mestiere, l’amicizia coi produttori è una questione delicata. Inoltre esistono tante forme di relazioni che, per quanto “professionali”, non sono sovrapponibili. A definirle è il primo incontro, proprio come dice Thomas Stearns Eliot: «Ciò che amiamo degli altri è il ricordo di quando e come li conoscemmo».

trio

Leggi tutto

La ricerca di una possibile felicità


Lancy, 12 agosto 1852

«Ogni sfera dell’essere tende a una sfera più elevata e ha già rivelazioni e presentimenti. L’ideale, sotto tutte le sue forme, è l’anticipazione simbolica d’un esistenza superiore alla nostra, alla quale tendiamo. Come i vulcani ci portano i segreti del globo, l’ispirazione, l’entusiasmo sono esplosioni del mondo interiore dell’anima. La vita umana non è che l’avvento alla vita spirituale, e ci sono ancora innumerevoli gradi, sia nell’una sia nell’altra [...]».
Da Frammenti di un giornale intimo di Enrico Federico Amiel, traduzione di Cristina Baseggio, Utet (Unione Tipografico-Editrice Torinese) Torino, 1931.

Sin dall’inizio della mia attività di divulgatore ho tenuto a battesimo persone che si sono poi impegnate nel “lavoro del vino”: molte sono diventate figure commerciali, altre hanno aperto locali e alcune hanno addirittura affrontato la produzione. Potrebbe apparire scontato – se uno insegna materie enologiche, chi può aspettarsi come allievo e come allieva? Invece non è così banale, dal momento che proprio negli anni in cui ho cominciato è avvenuta una trasformazione del pubblico partecipante ai corsi. Si è passati da una comunità ristretta, della quale facevano parte quasi solo professionisti del settore, a una schiera ampia e articolata composta da appassionati che, pur attratti dalla bellezza dell’argomento, non immaginavano che quel sentimento, trasformato in amore, potesse cambiare la loro vita.

gruppo Porthos low
foto di maria enqvist

Leggi tutto

Le lettere di Paolo Parise

Caro Sandro, che piacere rivederti ed abbracciarti l’altra sera! Anche se non ero mai stato lì (presso la Pasticceria Poggiana di Vicenza, ndr) mi è sembrato di stare a casa ascoltandoti e avvicinandomi ai vini e lasciando che salisse qualcosa che avevo nascosto chissà dove. Mercoledì avevo ancora sensazioni forti e la Croatina che lavorava e scavava e l’avrei seguita ovunque alla ricerca di un tesoro. 
Curioso, casuale? Che di Fausto Andi non avessi mai bevuto nulla e me lo avesse citato Luca Rigon la settimana scorsa. Poi che lo avessi incontrato domenica a Padova di persona e, rispondendo a Simone, avessi detto che non avevo assaggiato nulla di notevole per me, tranne i vini di Andi. E poi dopo due giorni gli unici vini italiani che hai portato sono i suoi. Sono coincidenze immagino, ma è bello pensare di no! 
Ho aspettato a scriverti ché volevo controllare una cosa e ieri ho ripreso in mano la lezione sulla leggerezza di Calvino. L’avevo citata prendendo qualche appunto sul Pinot Noir. Mi ricordavo quando parla di Perseo, che decapita Medusa e per posarne a terra la testa allestisce prima un letto di foglie e rametti. Lui che è l’eroe potentissimo usa questo gesto inaspettato verso il mostro ucciso. Quasi di cortesia. Che poi Perseo è una bella costellazione che vediamo sovente alta in cielo dentro la quale stanno due ammassi stellari aperti, non visibili a occhio nudo ma che già con un piccolissimo telescopio o un binocolo rivelano centinaia di stelle in uno spazio ristretto. Ricordo ancora l’emozione la prima volta che li osservai, immagino a fine anni ottanta. Roba da togliere il fiato. 
Ovviamente sento anche molta nostalgia per quelle prime osservazioni celesti...
Ora sono in piscina, spero di tornare a casa a breve e farmi una corsetta, il clima e i colori mi sono propizi.
Buona serata Sandro, a presto.

autunno parise

Leggi tutto

Cosa è stato Pieropan per noi amanti del vino


Il nome Pieropan è apparso nella mia memoria molto tempo fa, quando al vino Soave erano collegati pochi nomi, Bolla, Bertani e Santi sono quelli che ricordo di più. Poterlo comprare era il privilegio di noi enofili che, al principio degli anni ottanta, non ci fermavamo alle aziende distribuite in modo capillare. Seguivamo le tracce veronelliane per conoscere vignaioli dei quali coltivavamo il mito. In quegli anni, la denominazione Soave ha vissuto il suo rilancio grazie a Leonildo “Nino” Pieropan e, entro certi limiti, al suo collega e amico Roberto Anselmi di Monteforte d’Alpone.

Copia di Pieropan
foto di giampi giacobbo

Leggi tutto

I nostri partner

Porthos racconta ha completato un’altra delle sue stagioni di corsi ed eventi e, tra poco, si prepara ad affrontarne una nuova. Roma è il fulcro dell’attività di divulgazione, qui si sperimentano seminari e incontri a tema, a via Laura Mantegazza custodiamo le bottiglie che vanno in giro per l’Italia, nella nostra sede viviamo le degustazioni che ci aiutano a orientarci nel sempre più fitto giro dei vini naturali.

foto annuncio 0 copia

Leggi tutto

Aldo, il silenzio del Vinsanto

a cura di sandro sangiorgi

Dichiarazione d’intenti (giugno 2016)

Questa è la storia del mio incontro con il Vinsanto di Aldo. Novant’anni. Da Pieve Caina. Provincia iperuranica di un impero sterminato, dove Pieve Caina non è mappata perché non è luminosa come Sidney o tumultuosa come Londra. Di lei rimane solo la condanna a una bellezza cristallizzata, come fosse una cartolina spedita duemila anni fa. E di Aldo rimane l’invisibilità. Pur conservando entrambi, impastata nella pietra delle loro rispettive carni, la pozione magica dell’identità.

01Aldo

Leggi tutto

Riviste

Libri