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Storie

Per Rosella

foto di giulia cerro

Due giorni fa ci ha lasciato Rosella Martini, figlia di Manfredi de “Il Paradiso di Manfredi”, a Montalcino. Ha ereditato l’azienda insieme a suo marito Florio Guerrini e l’ha condotta con l’aiuto delle figlie Silvia e Gioia. 
I nostri pensieri sono per la sua famiglia e per chi l’ha conosciuta e amata. Nelle prossime righe troverete un ricordo e una poesia di Chandra Livia Candiani, sono la mia e la nostra dedica.

rosella e florio

Le tocco il braccio all’altezza del gomito, poco sotto e poco sopra… non posso stringere, sembra friabile. Le accarezzo il viso con circospezione, è delicata ed eterea, più che mai. Leggiamo le sue ultime composizioni, non vogliamo perderne neanche una riga, una parola. Rosella Martini, una poeta della gentilezza. Le righe del suo unico libro pubblicato, Sulle ali delle lucciole, sono in parte sufficienti a raccontare il sentimento e la gestualità di una donna senza tempo. La vedo, attraverso i racconti di suo marito Florio, ancora bambina con le trecce bionde che si nasconde tra le balle del fieno. La vedo, mentre leggo le righe di sua figlia Gioia che mi scrive dall’ospedale e mi dice che non può parlare, ma legge… legge… e gli occhi sono gli stessi. Accesi da una freschezza eterna ma non immota. Immagino che Rosella, se avesse potuto, avrebbe scelto di scomparire lì al Paradiso, nel bosco accanto al vigneto.

Montalcino

Si sarebbe confusa tra le piante e diventare una di loro, pronta a una nuova vita. Vedo Rosella tenere per mano Silvia, la figlia maggiore, le descrive un fiore, lo disegna con le parole. Vedo le mani di Rosella che corrono veloci tra le mille cose da fare e non ne scappa una.
Non è la soavità di chi non ha toccato nulla, è la tenerezza del talento, è la meravigliosità del dono.

Dunque non ti ho detto addio

amica mia mia amica

e ora visiti le stanze 

con andatura lieve 

meno di una danza.
Sei aria che sorride,

che mi circonda amorosa

il buio tra le spalle,

sei soffio sul viso

tutta sorriso sei,

e sole insieme

guardiamo le foglie

piovere nel vento

della città operosa.
Sospesa per entrambe

l’indaffarata corsa

verso le infinite misture

del nulla,

lo abitiamo con pazienza:

i suoni che non giungono,

quelli già giunti e poi svaniti

sono nostra costante compagnia,

che importa quello che si è detto,

è cosí bruciante ora

accoglierci senza tocco

nel telefono che non suona

nel messaggio che non arriva.

Milano, aprile 2008


Poesia di Chandra Livia Candiani, presente su Nuovi Poeti Italiani 6 a cura di Giovanna Rosadini, 2012, Giulio Einaudi editore, Torino. A sua volta tratta da “Pianissimo, per non svegliarti”, sempre da Einaudi.

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