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Storie

La lettera di Paolo Parise #2

foto di paolo parise

Con colpevole ritardo pubblichiamo questa lettera ricevuta cinque mesi fa, consapevoli però che non abbia perso la sua ‟validità″.


Carissimo Sandro,
è stata una sorpresa trovarti il primo giorno dell’anno nella casella di posta mentre facevo colazione, ancora assonnato ed arruffato. E un piacere.
L’anno nuovo era appena cominciato e leggere le tue parole mi è davvero piaciuto. La persona che stava con me mi ha visto sorridere. Grazie.
A dire il vero era da un po’ che volevo scriverti, del Corso, di quello che avevo metabolizzato, di quello che sentivo essermi entrato e quello che percepisco come sfuggente, dell’Invenzione e di chissà che altre cose.
Pensavo di farlo in questi primi giorni di gennaio, invece mi ritrovo qui al lavoro che devo ancora risponderti e ringraziarti per gli attestati e la lista vini. Perdonami il ritardo!

B2

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Intervista a Davide Vanni

a cura di laura pinelli e francesca pasqui

Abbiamo intervistato Davide Vanni, autore del documentario Vitae dedicato ai produttori di vini naturali che verrà proiettato sabato 9 aprile alle 18:30 a Cerea, in provincia di Verona, nell'ambito della manifestazione ViniVeri. Introdurrà l’evento Sandro Sangiorgi.

Davide Vanni studia al liceo scientifico di Salò e inizia ad allontanarsi da casa nel 1995 iscrivendosi alla facoltà di psicologia di Padova. Poi inizia il lavoro con i ragazzi autistici in terra friulana. Un altro trasloco lo conduce a Torino per il biennio alla scuola Holden e tanto cinema. Dopo un campus di cinema e magia in Lucania parte deciso verso il mondo del documentario.

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Festival della Narrativa Francese - Etienne Davodeau a Roma e Bologna

Martedì 10 novembre, appuntamento con Etienne Davodeau alla Scuola Internazionale di Comics, Circonvallazione Ostiense 88. A seguire, nel pomeriggio, diretta radiofonica durante la trasmissione di Rai Radio 3 Fahrenheit.
Alle 19.00, incontro con i lettori all’Institut Français Centre Saint–Louis, in largo Toniolo 20-22. Andrea Satta, intellettuale, poeta e scrittore, leader del gruppo musicale Têtes de Bois, dialogherà con l’autore, affiancato da Sandro Sangiorgi, Giampaolo Gravina, vice-curatore della guida Vini d’Italia de L’Espresso e Sergio Rossi, storico del fumetto.

Mercoledì 11 novembre alle 18.00, Davodeau sarà a Bologna, presso la Libreria Ubik Irnerio per presentare Gli ignoranti. A moderare la discussione saranno Sergio Rossi e Raffaella Garruccio, traduttrice de Gli Ignoranti. Interverrà Massimiliano Croci, produttore di vini naturali a Castell'Arquato (Piacenza)

FFF 2015Photo DAVODEAU LEROY cr.F.Roy 1

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La lettera di Paolo Parise

Grazie Sandro, un grazie così un po’ frettoloso e all’inizio di questo percorso, di questo viaggio (il corso di conoscenza e degustazione dedicato al vino presso la Vineria Parolin di Vicenza, ndr) che già m’immagino fertile in avventure e in esperienze.
In effetti, avrei voluto ringraziarti e in qualche modo farti avere il mio sincero apprezzamento, lo stupore e la meraviglia che mi sono ritrovato addosso già in novembre, dopo le prime due serate qui a Vicenza. Per me sono state importanti, e molto belle.
Il vino è sempre stato per me un mondo direi sconosciuto e affascinante, come forse tutte le cose ignote, ma fin dai tempi del liceo ho in mente una poesia di Orazio che in parte ricordo ancora a memoria, una poesia che, se ci penso intensamente, mi commuove. Vides ut alta stet nive candidum Soracte. E non ho mai neppure visto il Soratte, ma un po’ me lo immagino come il mio Summano o come il Paù coperto di neve, i ruscelli ghiacciati.

Il Monte Soratte visto da Otricoli
Il monte Soratte visto dall’umbra Otricoli″ by Z4k is licensed under CC BY 3.0

Così ci dice di questo monte, del freddo che par di sentirlo, della neve sui rami quasi a spezzarli, e finalmente Dissolve frigus ligna super foco large reponens, atque benignius deprome quadrimum sabina, o Thaliarche, merum diota. C’è un rimedio al freddo: l’amico Taliarco e il mettere abbondante legna sul camino e lo stappare una bottiglia (vabbè un’anfora) di vino sabino di quattro anni. Un vino che è benignius.
Ecco, quel benignius, che sono venticinque anni che ce l’ho in testa, ho iniziato a vederlo chiaramente dopo quelle serate di novembre. Mica sapevo chi fosse Sandro Sangiorgi, perdonami, o di Porthos o di tante altre cose se non appunto per le recenti insistenze di un amico di fotografia che ha iniziato a parlarmene e mi ha portato alle due serate. Mi è sembrato così di poter unire quel benignius al “vino buono” di cui ci hai parlato. Che Orazio non era mica un “mona”, Permitte divis cetera, tutto il resto lascialo agli dei e godiamoci l’amicizia di Taliarco, il fuoco che crepita e questa bottiglia di sabino, vino buono.
Il Grazie stava proprio lì, per la passione e la simpatia, per l’averci preso per mano in questa strada che, come spesso succede, è già meta essa stessa.
Buona giornata, a lunedì!
Paolo

Commentare – interagire – creare

Il “trittico dell’azione”. Lo abbiamo battezzato così, un tentativo di definire il cambiamento sostanziale di porthos.it. Il sito non ha subito stravolgimenti di carattere grafico rispetto alla versione precedente. Abbiamo solo cercato di dare maggiore chiarezza alla lettura, lo abbiamo dotato di un aspetto più essenziale.
«Non si può commentare, siete chiusi, indietro rispetto agli strumenti e all’etica del web» è stato il rimbrotto ricorrente. Eppure l’assenza di uno spazio per gli utenti era colmata dalle risposte immediate su posta elettronica, dal vivo, per telefono, via fax... Allo stesso tempo era imprescindibile che creassimo uno spazio adeguato ai frequentatori del sito, non è una questione di mera correttezza formale o di adeguamento “ai tempi”, o di democrazia del web. Si tratta di un lavoro di riappropriazione e presuppone che il lettore contribuisca attivamente e produrre conoscenza, che si affianchi a chi pubblica un pezzo.

L'interno della Chiesa di Santa Maria dell'isola a Tropea - Porthos Edizioni
L'interno della Chiesa di Santa Maria dell'isola a Tropea (VV)

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La conchiglia

di Margherita Guidacci, dedicata alle donne di Porthos da Sandro Sangiorgi

Non a te appartengo, sebbene nel cavo
della tua mano ora riposi, viandante;
né alla sabbia da cui mi raccogliesti
e dove giacqui lungamente, prima
che al tuo sguardo si offrisse la mia forma mirabile.
Io compagna di agili pesci e d’
alghe
ebbi vita dal grembo delle libere onde.
E non odio né oblio ma l’amara tempesta me ne divise.
Perciò si duole in me l’antica patria e rimormora
assiduamente e ne sospira la mia anima marina,
mentre tu reggi il mio segreto sulla mia palma
e stupito vi pieghi il tuo orecchio straniero.

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9 aprile 2016

Al pensiero della luce, della sua percezione, di solito siamo colti da un bagliore intenso, un effetto totalizzante. Ieri è stata una giornata di luce, quella immensa, indiscutibile, colta tra le pieghe dell’ansia mattutina, nella voce dei compagni di viaggio, nel riflesso dei vini e negli sguardi delle persone che ti aspettano. Suoni e colori, abbracci, una giornata lunga più di venti ore, di quelle che si vorrebbero vivere tante e tante volte, priva della minima fatica, ma si sa che non si può.
Eppure, può essere più densa di significato quando, quasi timorosa della sua stessa forza, s’insinua nel dolore di un addio, di un distacco e libera uno spazio non visto, neanche immaginato.
Ieri, all’interno della manifestazione Viniveri, ho assistito alla proiezione del documentario Vitæ di Davide Vanni. Tante emozioni mi hanno tenuto lì attaccato alle immagini, ai ricordi. Non riesco a farci stare tutto in un pezzo scritto a poche ore dall’evento ma, intanto, è fortissimo il desiderio di consegnare qualche riflessione.

Davide Vanni - Porthos Edizioni
salvatore ferrandes e davide vanni, foto di francesca demontis

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Ho viaggiato con Mario Dondero

Al tramonto, in un sussulto di luce invernale, la torre comunale di Petritoli si staglia come un minareto sul borgo medievale, appollaiato in cima a una collina a formare il più classico dei paesaggi marchigiani. In una sala disadorna del vecchio ospedale è allestita la camera ardente dove riposa il corpo di Mario Dondero. Un mazzo di garofani rossi e il fazzoletto tricolore dell’A.N.P.I. al quale era legato per i suoi trascorsi da partigiano in Val d’Ossola.

Mario Dondero - Porthos Edizioni

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Ricordo di Ale

Oggi è un mese dal giorno della morte di Alessandro “Ale” Zamboni. Sin da subito ho pensato che avrei “dovuto” scrivere qualche riga, ma non ci sono riuscito fino a oggi. Sono ancora traumatizzato dall’evento. Nella mia vita ho avuto la fortuna di subire pochissimi lutti così profondi, questo mi ha segnato più di tutti. La vicenda dell’incidente, l’errore delle prime indiscrezioni, la superficialità dei media, tutti aspetti dolorosi che, però, non c’entrano con la tristezza inconsolabile che porto con me.

Alessandro Zamboni ad una degustazione - Porthos Edizioni

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Riesling “on tour”

Alle 15.00, davanti alla fontana degli Orsini di Palazzo Taverna, siamo già in tanti. Il Tour del Riesling di “Der Feinschmecker” sta per cominciare. Nello sguardo di tutti si avverte la tensione dell’attesa, mista a quella specie di lussuria tipica di ogni evento di ‘degustazione seriale’. Avanziamo. Sulle scale che conducono ai piani superiori si snoda una fila che arriva in giardino. Salgo lentamente. Arrivato in cima, attraverso una pesante porta di legno, vengo proiettato in un mondo barocco e pesante (l’aggettivo usato dai pubblicitari è stato “esclusivo”). Prendo il bicchiere e una copia della guida omaggio. Sfoglio rapidamente. C’è l’elenco dei vini presentati, le zone, una breve descrizione delle aziende e una foto di tre quarti dei produttori con tanto di telefono e indirizzo. Sembra il catalogo di un bordello. Mi viene in mente proprio questo, Dio mi perdoni: un bordello d’alto bordo.

Tour del Riesling di Der Feinschmecker - Porthos Edizioni

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La sottiletta e la visione

Ciao Sandro,
ti scrivo per scusarmi per le mie assenze alle ultime due lezioni. Ho parlato con Matteo e mi ha comunicato che posso recuperarle a novembre, peggio per voi che vi ritroverete questa faccia anche il prossimo inverno.
Tra un allettamento e l’altro, però, ho avuto modo di sperimentare un momento visionario. Un istante di consapevolezza assoluta legata al vino e, se mi concedi un paio di minuti, vorrei condividerlo con te, anche perché mi è tornato in mente istintivamente l’aneddoto della sottiletta* che ci hai raccontato al corso.

Dal decimo capitolo de Gli Ignoranti La gaffe - Porthos Edizioni
Dal decimo capitolo de Gli Ignoranti "La gaffe", pag. 41

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Porthos ha raccontato… “I vini bianchi della Valle d’Aosta, oltre la viticoltura eroica”

La serata di degustazione dedicata ai vini bianchi della Valle d’Aosta si è svolta il 10 ottobre presso la sede di Porthos ed è stata organizzata e raccontata da Matteo Gallello, realizzata in collaborazione con Pomarius, Gabriele Bonci e La Tradizione, grazie all’aiuto di Miriana Baraboglia e Claudio Caputo, condotta da Andrea Petrini con il supporto di Sandro Sangiorgi.
 
Degustazione vini bianchi della Valle d’Aosta - Porthos Edizioni

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