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Indipendenti da sempre,
ci occupiamo di vino, cibo e cultura

 

 

 

La didattica di Porthos

Aspettiamo.

Restiamo in attesa di capire come e quando riprendere la didattica in presenza. Stiamo pensando a nuove soluzioni, a delle alternative.
Vi terremo al corrente e vi ringraziamo della vicinanza.

 

da lunedì

14

settembre

Roma

Il calendario eventi 2020/2021

Ecco il calendario degli eventi che si svolgeranno presso la sede di Porthos tra settembre 202o e aprile 2021

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Miniature di fine 2020


Se per il tuo occhio ironico io intravedevo la speranza


era per nascere ironica che fui fra le prime a immaginarti vivo.
Amelia Rosselli
Tratta da Le Poesie, Garzanti Editore, 1997, Milano.
A cura di Emmanuela Tandiello, prefazione di Giovanni Giudici.

Cosa sognano gli animali
Cosa sogna Iubi mentre distesa qui vicino fa micro scatti ed emette suoni che sembrano richiami amorosi?
Scrivo qualche riflessione sul mio e nostro 2020 e una certezza c’è, i sogni della cagnolina che da due anni vive con me.
Eppure le sue orecchie sono così vigili e, pur assorbita dai sogni, forse sente il rumore dei miei pensieri; allora, alza la testa e guarda verso di me, sospesa, in attesa di un segnale.
Mi piacerebbe perdere conoscenza mentre scrivo, come lei quando sogna. Avere la mente abbastanza vigile da registrare cosa accade e da potersi attivare al primo segnale, ma restare comunque assorto dal piacere dell’immaginazione. In una condizione senza tempo.

iubi collage

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Avviso ai lettori e agli abbonati


Amiche e Amici di Porthos,

purtroppo abbiamo avuto un grave problema nella nostra cantina che, comunque, stiamo risolvendo.
Tuttavia questa difficoltà ci sta impedendo di monitorare gli ordini dal sito e di proseguire con l’invio di Porthos 37.
Dalla settimana prossima riprenderemo a darvi un riscontro e procederemo con le spedizioni.
Ci scusami con tutti voi e vi ringraziamo della pazienza.

Corso5

Dialogo con Nicola Perullo


a cura di alice mazzali e matteo gallello
illustrazioni di selene baiamonte


L’intervista poggia su due incontri, entrambi avvenuti presso la sede di Porthos. Il primo, un incontro informale, si è svolto l’8 febbraio 2018, con Emanuele Giannone e Boris Tacchia. L’altra parte della conversazione è estratta dalla serata del 20 novembre 2018, la prima di “Dialoghi”, il seminario sul linguaggio del vino tra ragione ed emotività, a cura di Matteo Gallello, Emanuele Giannone e Sandro Sangiorgi. Abbiamo deciso di unire le parti senza soluzione di continuità.

Un grazie particolare a Emanuele Giannone per la partecipazione e a Boris Tacchia per il lavoro sui testi.

 
Sandro Sangiorgi: A un certo punto della tua vita hai deciso di scrivere questi due libri, Epistenologia I e II: lo hai fatto per una “necessità” o hai avuto la sensazione che ci fosse bisogno delle tue parole nell’universo del vino? Ogni volta che leggo un libro mi domando se realmente sia stato necessario averlo pubblicato. Me lo chiedo innanzitutto con i miei lavori ed è per questo che scrivo poco: ogni volta, pian piano, mi scoraggio. Ci vorresti motivare la nascita dei tuoi volumi?
Nicola Perullo: Parto dalla necessità di una ricerca complessiva, che coinvolge tutta la mia vita. Per me la filosofia non è un mestiere, è un modo di vivere. Sono un professore di filosofia, di Estetica in particolare, e ho seguito questa linea di ricerca per motivi personali. L’interesse per l’Estetica, poi, si è sviluppato nella passione per l’Estetica del gusto e in questo modo sono riuscito a unire la mia passione con lo studio. Da un certo punto, il cibo e il vino non sono stati solo oggetto di indagine e di riflessione ma mezzi per comprendere e per portare avanti anche il mio modo di vedere le cose. Il cibo e il vino sono stati dei prismi. Lo dico perché oggi ci sono molti studiosi per cui la gastronomia è una questione di moda e si occupano di questi temi come potrebbero fare con altri. Nel mio caso, invece, il cibo e il vino hanno seguito l’evoluzione delle mie idee, del mio sentire, del mio pensare. A un certo punto, intorno al 2010, questo percorso ha preso una direzione chiara e ho cominciato a lavorare al libro Il gusto come esperienza. Mi sono avvicinato al vino con te, nel 1993, e l’ho portato avanti per molti anni, sperimentando poi i Master Slow Food e Pollenzo. Il vino è diventato, per me, un amore.

Illustrazione perullo A


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Cavatappi ad alta quota



Uno degli aspetti che più mi tiene avvinto al mondo del vino è la sua capacità di interessare, di coinvolgere, persino di stupire. Sarà per le molte persone stimolanti che lo abitano, per la fascinazione che il liquido odoroso trasmette, oppure ancora per i mille spunti di dialogo che una bottiglia, talvolta, è in grado di suscitare. In questo so di essere in folta compagnia, pensate alle moltissime le persone che dal vino traggono ispirazione e che intorno al vino costruiscono cultura, iniziative, brani delle loro vite. Compresi i maestri di sci dell’Alto Adige.

trittico montagna

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La Rivista

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Libro

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