logo porthos

Indipendenti da sempre,
ci occupiamo di vino, cibo e cultura

Il tuo carrello è vuoto

ico fbico twico isico gplusico ytico yt

Porthos 4

Borgogna rossi: Il racconto della degustazione

Per la degustazione abbiamo chiesto ad alcuni dei principali importatori e distributori in Italia di vini di Borgogna, e ad alcuni piccoli importatori in proprio, di inviarci campioni della loro selezione. La scelta è dunque davvero varia e ricca, e comprende nomi storici come D'Angerville, Rousseau, Engel, Dujac, Arnoux ed altri, accanto ad alcune "giovani leve" di grande qualità (per brevità citiamo solo Mortet, Dugat, Boillot, Magnien, Confuron); per rendere il panorama il più completo possibile, a questi abbiamo voluto affiancare tre négociants, anche qui due nomi storici – Latour e Jadot – ed un nome giovane e dinamico, quello di Féry-Meunier.

La degustazione è stata effettuata alla cieca, in batterie che mescolavano le diverse zone in ordine crescente di importanza (dai Villages ai Grands Crus). Ne esce un panorama composito, di incredibile varietà stilistica e di altrettanto stupefacente omogeneità qualitativa, davvero stratosferica.
A parte ciò che abbiamo già scritto nell'introduzione, e tutte le considerazioni con cui abbiamo voluto arricchire le schede di degustazione, ci preme sottolineare in particolare l'estrema integrità e purezza espressiva di molti vini che lasciano presagire capacità di invecchiamento notevoli, e che in molti casi hanno resistito perfettamente ad una ossigenazione di due giorni o più. Una nota negativa, davvero allarmante, è invece legata al numero di bottiglie penalizzate da sentori di tappo: in alcuni casi esso era talmente invadente da rendere impossibile qualsiasi giudizio sul vino, in altri abbiamo comunque scelto di descrivere la bottiglia; la percentuale di bottiglie menomate, vicina al 20 per cento e che ha interessato anche i rari e costosi Grands Crus, ci è sembrata davvero eccessiva per una zona così celebre, e riteniamo giusto segnalarla.
Last but not least, vogliamo qui ringraziare tutti gli importatori: Gaja per i vini di Jadot, Sarzi Amadé per Latour e Guyon, V.E.L.I.E.R. per Boillot. Ci piace inoltre esprimere un apprezzamento particolare per la passione e la vastità della scelta di Orchestra – Christian Patat, davvero generosissimo, ci ha inviato Arnoux, Esmonin, Dujac, Magnien, Féry-Meunier, Prieuré-Roch e Confuron –, e degli enotecari romani e grandi appassionati Alessandro Bulzoni (che ci ha fornito D'Angerville, Lignier, Engel, Chandon de Briailles, Mugnier) e Marco Marchetti (i preziosi vini di Dugat, Mortet, Rouget, Rousseau).


VILLAGES

Gevrey-Chambertin 1997 Claude Dugat
Colore rubino concentrato, molto intenso per un Pinot Nero.
Naso selvatico, ancora segnato dal rovere; si apre lentamente su note di mora, mirtillo ed una lieve e piacevole sensazione ferrosa.
In bocca il rovere torna a farsi sentire; la materia è indiscutibile – pochi Villages presentano un'estrazione così marcata –, la lunghezza eccellente, manca forse un po' di acidità a donare più freschezza.
Vino che ha fatto molto discutere: accattivante e ricco, persino un po' "internazionale", ma forse privo di quell'eleganza che contraddistingue il Borgogna, in particolare in questa tipologia.
Lire 80.000

Gevrey-Chambertin 1998 Sylvie Esmonin
Colore caldo ma trasparente.
Naso più semplice, fine e floreale ma non molto espresso; il tono è un po' da caramella al ribes. Ancora chiuso, non sembra comunque promettere grande complessità anche se si mantiene integro e fresco, perdendo le note caramellose, parecchie ore dopo l'apertura.
Bocca delicata, ancora giovane; non ha un corpo importante ma la
corrispondenza è puntuale, bello il ritorno di ribes; il finale è molto
pulito.
Se acquisterà un minimo di complessità in più con qualche mese di bottiglia
costituirà un'ottima occasione per imparare a conoscere l'eleganza del
Pinot Nero ad un prezzo non proibitivo.
Lire ?

Morey-St. Denis 1996 Hubert Lignier
Colore rubino intenso, bello e vivo.
Naso molto caldo, carnoso, fruttato – ciliegia e ribes – e contraddistinto
da quella nota minerale e terrosa che è un po' la firma di questa
denominazione; in sottofondo, note affumicate e di liquirizia.
In bocca la ricchezza del naso si ripresenta solo in parte; i tannini sono
vivi, la materia è ottima, ma manca un po' di slancio, ed il finale non è
pulitissimo. La persistenza è comunque buona.
La complessità del naso lasciava presagire un palato più emozionante, ma il
vino è comunque una buona espressione della sua annata e del suo terroir.
Lire 52.000

Nuits St. Georges "Les Fleurières" 1998 Jean-Jacques Confuron
Colore rubino vivo, chiaro e brillante.
Naso fresco e piacevole, note di ciliegia, ferro, accanto al sentore un po'
"selvatico" che l'annata ha dato in alcuni casi.
In bocca mostra un'eleganza ed una pulizia davvero notevoli – la zona di
Nuits è in genere contraddistinta da tannini un po' duri –, tornano la
ciliegia ed il ribes rosso, la progressione è impeccabile.
Un vino quasi didascalico, ottima introduzione ai grandi Pinot Nero di
Borgogna; ma non aspettatevi grande complessità.
Lire ?

Vosne-Romanée 1997 Emmanuel Rouget
Colore rubino vivo, trasparente.
Naso di ricchezza davvero notevole per un Village: ciliegia, fragola,
lampone e ribes, poi fiori ed una fresca nota di menta; bel calore e
bellissima espressività.
In bocca è molto elegante, ma ha allo stesso tempo sostanza: ottima
acidità, bel corpo ma senza alcuna pesantezza, tornano i fiori e la frutta,
il finale è in deciso crescendo.
+ Tra i Villages che abbiamo degustato è senza rivali, e sostiene
tranquillamente il confronto con molti Premiers crus. Certo che a questo
prezzo è il minimo che gli si possa chiedere!
Lire 110.000

PREMIERS CRUS

Chambolle-Musigny 1er Cru "Les Fuées" 1997 Jacques-Fredéric Mugnier
Colore granato trasparente.
Naso eccezionalmente speziato - pepe e spezie orientali - con una lieve
nota animale; talmente imprevedibile che qualcuno ha parlato di Rodano
meridionale. Col tempo escono la ciliegia, la fragola ed una bellissima
viola.
Il palato è pieno e voluttuoso, la materia, la corrispondenza e la
progressione sono notevoli, ma l'eleganza è la sensazione prevalente, ed in
questo rispecchia appieno le caratteristiche del suo terroir.
Originale ed elegantissimo, un vino da provare anche se il prezzo non è
propriamente "popolare".
Lire 108.000

Gevrey-Chambertin 1er Cru "Clos St.-Jacques" 1998 Sylvie Esmonin
Colore granato vivo.
Naso velato dal tappo; mostra comunque una notevole delicatezza, spiccano
le note lievemente marine tipiche del Cru accanto a note di ciliegia, fiori
e spezie.
Il tappo penalizza in parte un palato di grande finezza, nel quale si
percepiscono nettamente i ritorni di ciliegia e lampone. La sensazione è
comunque quella di un vino di valore.
Lire ?

Gevrey-Chambertin 1er Cru "Clos St.-Jacques" 1997 Domaine Armand Rousseau
Colore granato, più opaco del precedente.
Naso appena segnato dal rovere ma di grande calore ed espressività: note di
fiori, terra, mare, ribes e lampone, liquirizia e spezie (noce moscata) si
rincorrono creando un vortice di sensazioni davvero ricche e complesse.
Il palato è avvolgente, ma l'acidità dà al vino una finezza inusuale;
tornano, nitide, le sensazioni fruttate, floreali e marine. Il legno è
dosato con raro equilibrio, il finale è splendido, su una nota di
liquirizia calda ed intensa, da vero Gevrey.
+ Dedicato a chi dice che i vini di Rousseau non sono più buoni come una
volta...
Lire 135.000

Gevrey-Chambertin 1er Cru "Les Champeaux" 1997 Denis Mortet
Colore rubino, molto concentrato e denso.
Naso dall'impatto splendido: eleganti note tostate di pistacchio, curry,
fiori, bellissimo frutto di mirtillo; col tempo il profilo espressivo
sembra calare leggermente, o forse siamo noi che dopo un inizio così
folgorante ci saremmo aspettati uno sviluppo altrettanto spettacolare.
In bocca la densità è davvero degna di nota, ma il vino è anche elegante,
lungo e continuo; bellissimi i ritorni di frutta e fiori, finale molto
buono ma forse non emozionante come il vino sembrava promettere.
Le lievi perplessità espresse nella scheda sono quelle manifestate da
alcuni dei degustatori, che forse hanno trovato il vino troppo "studiato".
Ad onor del vero, dopo due giorni dall'apertura la bottiglia aveva una
freschezza ed un'integrità stupefacenti.
Lire 95.000

Morey St. Denis 1er Cru "Les Chaffots" 1996 Domaine Michel Magnien & Fils
Colore granato vivo e denso.
Naso anche qui appena velato da sentori di tappo ma di grande finezza,
attraversato dalle decise note minerali tipiche dei vini di Morey, da
sensazioni floreali e fruttate (lampone), e da una lieve nota di tartufo.
In bocca mostra splendido equilibrio, acidità, tannini e gran corpo; torna
decisa la frutta , amarena e lampone, la progressione è notevole ed il
finale deciso.
+ Il produttore è stato una delle grandi sorprese della degustazione;
carattere da vendere.
Lire

Nuits St. Georges 1er Cru "Les Damodes" 1997 Féry-Meunier
Colore granato intenso.
Naso caldo e maturo di agrumi e ciliegia; poi fiori macerati, pietra ed un
po' di rovere ben integrato.
In bocca sorprende l'acidità, i tannini tipici della zona si fanno sentire
e tolgono un po' di eleganza ma il vino ha carattere e l'aggressività ne fa
parte, nel senso migliore.
Proprio il carattere, molto spiccato, ha lasciato perplesso qualche
degustatore; l'interpretazione del terroir e dell'annata è ad ogni modo
pura e coinvolgente.
Lire

Pernand-Vergelesses 1er Cru "Les Vergelesses" 1998 Antonin Guyon
Colore rubino vivo.
Naso di frutta elegante, anche se non ricchissimo, spiccano in particolare
la ciliegia e la fragola; col passare dei minuti si apre, ma senza
raggiungere una grande complessità.
L'impatto in bocca è delicato, la materia è soddisfacente, così come la
lunghezza; torna la ciliegia, ma anche il rovere si fa sentire ed asciuga
leggermente il finale.
Pernand non è certo una denominazione prestigiosa, cosa che anche l'ottima
fattura del vino non riesce a nascondere.
Lire

Pommard 1er Cru "Clos des Poutures" 1997 Louis Jadot
Colore cupo e denso.
Il naso presenta la stessa nota animale un po' insistita del Volnay Clos de
la Barre; è comunque molto maturo e profondo, e le note di fiori escono
nitide.
Bocca ancora molto aggressiva, secondo i migliori canoni della tipologia;
il corpo è davvero importante, la lunghezza e la continuità sono quelle di
un grande vino.
Jadot considera il '97 la migliore annata degli ultimi decenni; abbiamo
quindi inserito questo vino tra i Grands Crus e non ha certo sfigurato,
anche se manca della finezza e dell'armonia dei più complessi e riusciti
tra questi.
Lire

Savigny-les-Beaune 1er Cru "Les Lavières" 1998 Domaine Chandon de Briailles
Colore rubino vivo, brillante.
Naso molto fresco, accattivanti sentori di cassis e di fiori - viola ed una
nota più "verde" di geranio -; escono quindi la marmellata di lamponi e
sensazioni più speziate di ginepro e di pepe.
Il palato è morbido e continuo, senza le asperità che l'annata talvolta
presenta; il corpo è più elegante che imponente, i ritorni aromatici sono
molto coinvolgenti, il finale è eccellente.
+ Un piccolo gioiello di eleganza da una denominazione "minore", ad un
prezzo davvero conveniente.
Lire 50.000

Volnay 1er Cru "Taillepieds" 1997 Marquis D'Angerville
Colore rubino molto bello e vivo.
Naso caldo ma ancora chiuso, spiccano fiori, ciliegia, prugna ed una lieve
sensazione di mandorla; sembra nascondere qualcosa.
In bocca mostra infatti una materia di grande valore sostenuta da una
splendida acidità, i tannini sono davvero eleganti ed il vino è lungo e
continuo, belli i ritorni di agrumi e ciliegia; finale su un fragrante tono
di viola.
Questo vino ed il pari tipologia di Boillot, posti l'uno accanto all'altro
in batteria, hanno diviso i degustatori per motivi diametralmente opposti;
crediamo che questo semplice fatto dimostri il valore di entrambe le
bottiglie.
Lire 98.000

Volnay 1er Cru "Carelle sous la Chapelle" 1997 Jean-Marc Boillot
Colore granato intenso e vivo.
Naso maturo secondo lo stile dell'annata calda: agrumi, sentori animali,
ciliegia dolce, ed un po' di terra; molto espressivo, quasi esagerato.
In bocca mostra grande concentrazione, tornano le sensazioni animali, è un
vino ancora crudo ma importante.
Ha fatto discutere, c'è chi lo ha difeso con forza e chi invece, in
confronto ad altri Volnay, lo ha trovato privo di eleganza; certo la sua
personalità non si può mettere in dubbio.
Lire 83.000

Volnay 1er Cru "Clos des Chènes" 1998 Antonin Guyon
Colore granato bello e vivo.
Naso ancora chiuso, elegante nelle note di viola e verdi leggiadre, più
oscuro nella sensazione di cipria e di rovere.
Anche il palato è molto elegante nell'impatto e nella corrispondenza degli
aromi floreali; poi appare il rovere, che asciuga leggermente il finale.
Il naso ed il rovere in bocca penalizzano un Volnay altrimenti impeccabile,
anche se meno caratteriale di altri degustati; speriamo sia solo questione
di tempo.
Lire

Volnay 1er Cru "Clos de la Barre" 1996 Domaine Louis Jadot.
Colore denso e cupo, impressionante per un Pinot Nero.
Naso animale, anch'esso cupo, con in evidenza note speziate, di liquirizia
e ciliegia e di china amara; grande carattere, anche se non mostra la
proverbiale gentilezza di un Volnay.
In bocca l'aspetto più interessante è il ritorno degli aromi, davvero
perfetto; i tannini sono però un po' aggressivi e danno al vino un
carattere rustico, anche se il finale è perentorio.
Ha trovato grandi estimatori, ed il suo valore non si discute; ci sembra
forse un'interpretazione troppo aggressiva della denominazione.
Lire

Vosne-Romanée 1er Cru "Les Brûlées" 1998 Domaine René Engel
Colore rubino vivo e concentrato.
Naso strepitoso, esplode subito il frutto - fragola, ciliegia e ribes -,
poi sentori animali molto dosati; emergono poi la marmellata di fragola,
l'arancia rossa ed un sensazione ferrosa, si fa col passare dei minuti
sempre più "caldo" (quasi a rispecchiare il nome del Cru) e coinvolgente.
La bocca è invece meno opulenta, i tannini sono ancora un po' duri; la
continuità e la fibra sono comunque rimarchevoli, il finale è all'altezza.
+ Se le asperità al palato si risolveranno, come tutto lascia presagire, un
bel rapporto qualità/prezzo per un 1er Cru di carattere.
Lire 72.000

Vosne-Romanée 1er Cru "Clos Goillotte" 1997 Domaine Prieuré-Roch
Colore granato intenso, appena velato; lascia pensare che la bottiglia
abbia subito qualche trauma.
Naso davvero imprevedibile ed affascinante: spezie, pompelmo, peperone,
ginepro, brodo ristretto e fiori secchi; grande originalità.
In bocca il ritorno dei profumi è stupefacente; grande eleganza e
continuità, anche se il finale è leggermente amarognolo con una decisa nota
di caffé bagnato non piacevolissima.
Il produttore è uno dei due amministratori del Domaine de la Romanée-Conti,
ed i suoi vini mostrano simile originalità e personalità, in tono
naturalmente meno ostentato. Peccato che anche i prezzi siano nello stile.
D.R.C.!
Lire

GRANDS CRUS

Chambertin 1997 Féry-Meunier
Colore granato vivo.
Naso di straordinaria florealità, sembra di trovarsi in un quadro di Monet,
reso ancora più variegato da sensazioni speziate, terrose e di liquirizia.
Una simile espressione floreale non l'avevamo forse mai incontrata nella
nostra esperienza di degustatori.
La bocca è stupefacente: voluttuosa e setosa, percorsa da cima a fondo
dalle sensazioni floreali, morbidissima e continua ma imperiosa al tempo
stesso. Il finale di liquirizia possiede un'intensità più unica che rara.
+ L'ordine alfabetico pone in cima alla lista dei Grands Crus il vino forse
più memorabile ed intenso della degustazione, che racchiude in sé tutto ciò
che ci fa amare la Borgogna: originalità, ricchezza, eleganza, terroir... e
l'elenco potrebbe continuare a lungo.
Lire

Chambertin Clos de Bèze 1996 Louis Jadot
Colore rubino cupo, molto denso.
Naso molto caldo e ricco, note di fiori macerati, terra , liquirizia, brodo
ristretto; con il tempo escono toni ancora più cupi, di tartufo e di
sottobosco.
In bocca è denso, cremoso, i tannini sono ancora molto presenti; torna la
liquirizia (un po' amara) e la sensazione "selvaggia", è molto lungo anche
se il finale non cresce come ci si aspetterebbe.
Vino di grande complessità e ricchezza, ma che nel confronto con lo
Chambertin precedente ha messo in evidenza una eccessiva ricerca di
concentrazione ed estrazione, a discapito dell'eleganza (il Cru dovrebbe
sulla carta rappresentare la perfetta sintesi tra i due aspetti).
Lire

Charmes-Chambertin 1998 Antonin Guyon
Colore granato vivo.
Naso di buona complessità, ancora leggermente chiuso, e penalizzato da un
tappo per fortuna lieve; mostra sentori di fiori – camomilla – lampone e
liquirizia, quindi esce una nota di rovere.
In bocca mostra la proverbiale eleganza del Cru, è leggermente amaro per
influenza del rovere ma la lunghezza è di prim'ordine; tornano, nette,
ciliegia e liquirizia.
Ancora giovane, ci sembra comunque un'interpretazione convincente di un
vigneto famoso per la grande eterogeneità qualitativa.
Lire

Clos de la Roche 1996 Domaine Michel Magnien & Fils
Colore granato intenso, quasi velato.
Naso molto ricco e complesso; spicca in primo piano la mineralità tipica
della denominazione ed in particolare di questo Cru, a cui fanno da sfondo
menta, camomilla, caffé, liquirizia ed una calda nota carnosa.
In bocca mostra grande spessore; impressionante il ritorno delle sensazioni
minerali - letteralmente, la "roccia" a cui allude il nome del vigneto -
unite ad una bella viola. Lungo e continuo, ancora molto giovane, è un vino
davvero emozionante.
+ Magnien si conferma una delle grandi sorprese: originalità, calore e
spessore, ad un prezzo non proibitivo.
Lire

Clos St.-Denis 1997 Domaine Dujac
Colore granato bello e coinvolgente.
Naso incredibilmente speziato e floreale, di grande ed originale
complessità: paprika, ginepro, camomilla, agrumi canditi, liquirizia ed una
bella nota calcarea sono solo alcune delle inesauribili sensazioni che il
vino sprigiona col passare dei minuti.
Bellissimo l'impatto gustativo, che porta con sé una materia di notevole
forza; è viscerale e coinvolgente ma al tempo stesso incredibilmente
setoso, elegante e fisico insieme. I ritorni aromatici sono sbalorditivi,
la progressione è straordinaria.
+ Uno dei vini più originali ed eleganti della degustazione, dalla
personalità inimitabile.
Lire

Clos de Vougeot 1998 Domaine Robert Arnoux
Colore rubino cupo e vivo.
Naso di grande finezza anche se gli manca forse, almeno per ora, un po' di
complessità: fiori, ribes, fragola ed una bella nota di menta che si trova
spesso nei vini di questo storico Cru.
La bocca appare un po' semplice, ancora piuttosto cruda; l'acidità è molto
viva, il tono degli aromi è attraente, la persistenza di frutta piuttosto
lunga, ma manca qualcosa ed il vino non ci emoziona come dovrebbe.
Riassaggiato a confronto con alcuni Premiers Crus ha confermato una
struttura solo discreta ed una personalità non straordinaria, anche se
l'eleganza è degna di nota.
Lire

Clos de Vougeot 1998 Jean-Jacques Confuron
Colore tra il granato ed il rubino, caldo.
Naso coinvolgente, note molto profonde di fiori – camomilla in particolare
–, brodo ristretto, cuoio, lampone ed una nota minerale; cresce con il
tempo rivelando una complessità tutta da seguire.
In bocca mostra la proverbiale classe del Cru, che tuttavia si trova così
raramente: la purezza espressiva e la tensione gustativa sono da manuale, i
ritorni aromatici praticamente perfetti. Chiude elegante, non potente, su
una nota di caffé.
+ Dal più vasto Grand Cru borgognone, uno splendido Clos Vougeot che ha
sostenuto con nonchalance il confronto con vini sulla carta più
prestigiosi; due giorni dopo la degustazione, questa bottiglia manteneva
una freschezza invidiabile.
Lire

Clos de Vougeot 1996 Louis Latour
Colore granato intenso ma non concentratissimo.
Naso delicato ed avvolgente, note di fragola, menta – la firma del terroir
–, fiori ed una lieve nota animale tipica del produttore; ottima
complessità.
In bocca è serrato, la materia è meno importante rispetto ad altri ma la
continuità è soddisfacente ed i ritorni puntuali. Finale deciso.
Bel carattere, anche se altri Clos ci sono sembrati più ricchi e variegati.
Lire

Clos de Vougeot 1997 Denis Mortet
Colore rubino denso e concentrato, molto bello.
Naso complesso ed elegante al tempo stesso, note verdi di menta, macerate
di foglie e tabacco, floreali di viola e fruttate di ciliegia e ribes si
rincorrono in un insieme davvero sfaccettato.
In bocca l'acidità modula un corpo notevole; il vino mostra grande materia,
è forse ancora un po' giovane ma promette grandi cose. Il finale, molto
complesso, lascia in eredità terra, camomilla, menta e ribes.
+ Da aspettare ancora qualche anno, un vino di grande classe ad un prezzo
accessibile.
Lire 135.000

Corton 1997 Louis Jadot
Colore rubino cupo e denso.
Naso molto maturo e profondo, liquirizia, cioccolata, fiori, poi ciliegia e
ribes ed una nota ferrosa e speziata.
In bocca mostra un corpo impressionante, quasi esagerato, che fa presagire
capacità evolutive notevoli (tipiche, del resto, dei grandi Corton);
ritorno di fiori, caffé e liquirizia e grande persistenza.
+ Tutta la prepotenza del Corton in un vino notevole al quale è però meglio
non chiedere di essere anche elegante.
Lire

Corton "Les Bressandes" 1998 Domaine Chandon de Briailles
Colore rubino vivo, molto elegante.
Strepitoso naso di fragola, ribes e lamponi; quindi una leggiadra nota
"verde" e selvatica ed un tenue ma persistente sentore di fiori;
grandissima eleganza.
Il palato è setoso ed elegante, i tannini sono davvero morbidi, l'acidità
rinfrescante; grande lunghezza e continuità.
+ Da un Cru famoso per la potenza, un grande esempio di eleganza e misura
ad un prezzo molto ragionevole.
Lire 107.000

Corton Château Grancey 1996 Louis Latour
Colore granato piuttosto pallido, nello stile del produttore.
Il naso è parzialmente penalizzato da un lieve sentore di tappo; nette
comunque le classiche note animali dello "stile Latour", ed una vena
minerale sottile ma ben espressa.
Il palato è chiaramente di rilievo, ma il tappo si sente; acidità e
lunghezza, le note animali tornano forse con troppa insistenza.
Il rosso più importante della casa mostra una personalità spiccata, ma
anche uno stile non modernissimo; un po' più di pulizia e di complessità lo
porrebbero senza dubbio tra i migliori, anche perché le possibilità di
selezione – Latour possiede oltre venti ettari nel Grand Cru Corton – sono
senza confronto.
Lire


Una orizzontale dei Grands Crus D.R.C. 1997

Di seguito vi proponiamo una degustazione orizzontale dei cinque Grands
Crus Rossi – escluso il solo, inarrivabile e costosissimo Romanée-Conti –
del Domaine più celebre di Borgogna, e forse del mondo. La degustazione è
stata effettuata alla cieca su campioni acquistati in enoteca, ed ha
confermato il grandissimo livello qualitativo di questi vini, tra i più
originali della regione, in particolare nelle note speziate ed "orientali".
Se doveste decidere di ripetere l'esperienza, vi consigliamo di tenere i
vini nel bicchiere più a lungo possibile, perché la loro unicità è
soprattutto nella varietà ed ampiezza continuamente mutevole delle
sensazioni olfattive. Certo, i prezzi delle bottiglie li rendono pressoché
inavvicinabili alla gran parte degli appassionati, ma come si dice,
noblesse oblige...

Echézeaux 1997
Colore rubino trasparente, non concentratissimo.
Il naso è uno dei più espressi, rivela immediatamente note minerali - ferro
e calcare - ed una sensazione di carne fresca; successivamente appaiono il
peperone, il ribes rosso (l'unico vino della serie che presentava nitida
questa tipica nota da Pinot Nero), i fiori, la menta, la liquirizia. Un
naso complesso, stratificato, già molto godibile.
In bocca la prima sensazione è quella carnosa, poi si avvertono, ben
presenti, i tannini; torna il frutto di ribes, nitido e bellissimo. Grande
larghezza e splendida progressione, un palato molto autoritario anche se
non finissimo.
+ Per essere il cru più "accessibile" mostra grande personalità, e non ha
sfigurato di fronte ai più blasonati fratelli.
Lire

Grands-Echézeaux 1997
Colore rubino trasparente di buona concentrazione.
Naso ancora chiuso, ma che promette una complessità tutta da seguire;
all'inizio oscuro, selvatico, si apre gradualmente su note floreali e
speziate, poi appaiono un frutto di mirtillo, la camomilla ed un nitido
sentore di amarena.
Splendido attacco in bocca, l'acidità è molto viva, e sostiene un
bellissimo frutto di ciliegia matura. Meno largo e leggermente più
astringente del precedente, la progressione è bella ma non incredibile.
E' un vino ancora giovane, che per ora non mostra la proverbiale eleganza e
complessità del cru.
Lire

Romanée St.-Vivant 1997
Colore rubino brillante.
Il naso è forse il più espresso della serie, e per ora il più variegato:
spezie, frutti di bosco – lampone e mirtillo –, una lieve nota affumicata
seguita dai classici sentori ferrosi ed animali dei grandi Borgogna; caldo
ed emozionante.
L'attacco è molto ampio, l'acidità vivissima; tornano immediatamente le
spezie ed una splendida violetta, fragrante. Grande lunghezza e
persistenza, la perentorietà e piacevolezza del finale non lasciano spazio
ad ulteriori commenti.
+ In questo momento è forse il più godibile, ed offre un piacere davvero raro.
Lire

Richebourg 1997
Colore rubino brillante, di buona concentrazione.
Naso profondo e "selvatico", offre sentori di paprika, fiori macerati,
ferro, vaniglia e cioccolata; promette una grande complessità, ma è ancora
un po' oscuro.
L'attacco è buono ma non straordinario, i tannini sono piuttosto presenti;
appare poi un bel frutto di ciliegia e lampone, la progressione è ottima,
come il finale; anche qui, la sensazione è che ci offra solo una parte del
suo potenziale.
Ci aspettavamo di più, in questo momento è forse il meno espresso; ci è
mancata anche la ricchezza bellissima e sfaccettata del cru. Ma la classe
del Richebourg è lì, nascosta, e preme per uscire...
Lire

La Tâche 1997
Colore rubino opaco e concentrato.
Il naso è ancora chiuso, ma si mostra senza dubbio come il più profondo e
complesso: spezie (zafferano), cuoio e cioccolata, pietra focaia e
ciliegia; appaiono poi in successione la paprika, il curry, la liquirizia
ed il fungo fresco. Cambia ad ogni minuto, inafferrabile, ma la varietà
delle sensazioni è davvero unica.
In bocca è il più aggressivo, i tannini e l'acidità sono importanti e
sostengono un corpo ragguardevole, largo e continuo. Ha forse meno frutto
di altri, ma il ritorno delle sensazioni minerali è stupefacente, la
persistenza è quella di un grandissimo vino.
+ Il più chiuso ed il più nobile, promette grandi emozioni – a dir poco –
tra qualche anno.

richiesta arretrati

Potete acquistare i numeri disponibili scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o telefonando allo 06/53273407

Libri

La Rivista