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Porthos 4

La Ciurma - Dicembre 2000

Abbiamo sempre più esperti di vino tra i corrieri, gli spedizionieri, gli autisti che trasportano le merci in tutta Italia.
Il mondo del vino trabocca di segnali positivi, la cultura cresce e così tra le persone che recapitano le bottiglie ce n'è più di qualcuna che sa sceglierle con competenza, consultando di volta in volta le approfondite guide del settore. E' l'unica conclusione alla quale giungiamo dal momento che tentando di inviare o di ricevere bottiglie di buon livello ci sentiamo rispondere che sono andate smarrite, o ancora più spesso distrutte – dei cocci però non ve n'è traccia. Ci teniamo a sottolineare che sono soltanto i vini di qualità le vittime di queste misteriose sparizioni: raramente sentiamo qualcuno lamentarsi perché non gli è arrivato il Novello o il Galestro di turno, men che meno abbiamo rilevato la voce sconsolata di un appassionato che è rimasto senza il "suo" Tavernello o è stato privato dell'amato Castellino. Non c'è dubbio, il nostro corriere di fiducia si è emancipato. Peccato che la direzione non sia quella sperata da chi si affida ai rassicuranti sorrisi delle pubblicità di Traco, Dhl, Sda, Ups, Executive ed altri "specialisti" del settore. Insomma, bisognerebbe citarli per pubblicità falsa visto che, sorvolando sui cronici ritardi delle consegne, sovente tentano di recapitare nell'ora e nel giorno sbagliato, e quando la consegna non riesce non si preoccupano di avvertire chi ha spedito. Se qualcuno invece gode nell'impazzire provi a rivolgersi ai vari Customer Care, quei servizi telefonici che dovrebbero mediare tra cliente e corriere: se non sapete a memoria anche il vostro numero di tessera sanitaria sarà difficile che possano prendervi in considerazione.

L'intervista alla nostra "gola profonda" del numero 3 di Porthos ha fatto effetto. Non nel senso che speriamo tutti, e cioè che le autorità competenti al controllo e le cantine comincino a lavorare insieme per evitare truffe e sofisticazioni più o meno eclatanti, ma perché qualche altro protagonista del vino italiano ha deciso di raccontare la propria esperienza, cercando, per non rendere la cosa drammatica, di riderci su. Proviamo a spiegare. La nuova legge che regola le denominazioni d'origine, la ben nota 164, dà la possibilità ai produttori di indicare la sottozona di provenienza delle uve. Una soluzione bellissima e che ci allinea ai francesi e ai tedeschi da sempre grandi cultori del terroir. Ora, se un produttore decide di far confluire le uve di due sottozone, per cercare una combinazione espressiva più ricercata, non può riportare in etichetta le due indicazioni di origine, non ha diritto all'equivalente numero di fascette che certificano la Docg, pur avendo offerto le prove che le uve arrivano proprio da lì. In via confidenziale uno degli ispettori ha consigliato al nostro vignaiolo di indicare le due sottozone sulla retro etichetta. Il laconico e al tempo stesso sardonico commento del produttore è stato: "In Italia ciò che non si può fare col "davanti" si riesce sempre a farlo col "di dietro".

Non è mai bello parlare di sé stessi ma talvolta è utile.
Sul numero di settembre del Gambero Rosso è apparso un articolo dedicato ai corsi sul vino. Ora, quasi tutti conoscono l'attività principale del curatore di Porthos, il quale fino al 31 dicembre 2000, per 12 anni e incontrando più di diecimila persone, si è occupato dei corsi di degustazione di Slow Food Arcigola, un'attività didattica che ha dato lustro all'associazione e che, attraverso la collaborazione dei fiduciari, è stata realizzata con il massimo impegno. Ebbene, in questo articolo non si fa cenno ai corsi Slow Food, citando una miriade di attività programmate sul suolo nazionale, alcune delle quali, abbiamo verificato, non sono state neanche tenute. E' stata inviata una lettera di rettifica che non si è meritata neanche una risposta. E' ancora più paradossale il comportamento di Slow Food Arcigola che, interpellata del caso nella persona del presidente, non solo non ha fatto un passo verso il Gambero Rosso per sostenere la rettifica, ma non ha neanche risposto all'interessato.
Quando si dice il Gatto e la Volpe…

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