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Le degustazioni

Riesling: lignaggio, rigore, identità – II lezione, Nahe

12 maggio 2016, Sede di Porthos, con Max Argiolu
 
Parole chiave: innovazione, emotività, minimalismo, progressione, silenzio.

Riesling 12 05

Mise en buche. Traiser Rotenfels Kabinett 2009 Dr. Crusius (Traisen)
Il residuo zuccherino è contrastato subito, sia dall’acidità sia dalla salinità pungente; i profumi hanno superato la fase scherzosa e leggiadra del frutto, si sono stabiliti sulla vena di erba scura, quasi di radice; un Riesling poco disponibile a concedersi, un Kabinett al confine con la secchezza.

1. Schloßböckelheimer Küpfergrube Grosses Gewächs 2008 Schäfer Fröhlich (Bockenau)
L’aspetto acidulo pizzica e gioca con lo strettissimo margine dello zucchero residuo, è un “friccico speciale”; è a suo modo esuberante; semplice, alla distanza assume una regolarità quasi principesca.

2. Schloßböckelheimer Felsenberg GG (Magnum) 2008 Schäfer Fröhlich (Bockenau)
Crudo e minerale, vivido, sottile, sollecita la tattilità della lingua, ha una modalità minimalista, inesauribile, intenerita da una temperatura che lo rende quasi affettuoso; in parte riprende il flusso gustativo del precedente e lo consegna più pieno nelle sensazioni finali, resistente come un filo d’acciaio.

3. Monzingener Halenberg GG 2008 Emrich-Schönleber (Monzingen)
Sana maturità a disposizione di un profilo etereo e carnoso, scalfito da un pizzico di ossidazione: nel primo strato c’è l’oliva, nel secondo più evidente l’anima floreale; con questa etereità odorosa inevitabile che il liquido si sviluppi sulla lingua con tempi meno serrati, dilatando la cedevole vena alcolica; tratto mediterraneo pronunciato e sempre più evidente col passare dei minuti.

4. Hermannshöhle GG 2011 Hermann Dönnhoff (Oberhausen an der Nahe)
Glaciale e remoto, sa di liquirizia e menta, è denso, composto, la grinta dell’acidità che non teme la morsa di estratti e alcol; vuole far salire la parte più minerale, si rivela un vino da vivere a tavola con pietanze originali ed esotiche.

5. Norheimer Dellchen GG 2011 Hermann Dönnhoff (Oberhausen an der Nahe)
Complesso e bellissimo nella fragranza e nell’integrità dell’impatto, sul filo lieve della relazione tra frutta ed erbe, gentilissimo nell’arrivare sotto le narici, tanto quanto è energico nel prendere possesso del palato, come quando bevi direttamente da una sorgente in montagna; fragrante nella ricchezza del finale dove amplifica le premesse del precedente.

6. Schloßböckelheimer Felsemtürchen Spätlese 2007 Hermann Dönnhoff (Oberhausen an der Nahe)
Sensualità fatta natura, virtuosa combinazione zuccherina con l’anima affumicata che fa sempre la sua bella figura; luminoso per vocazione, aereo e giovanile, si mostra per quello che è, vivo; può apparire poco trascinante, come se le combinazioni luce-calore e acidità-freddezza fossero stagne.

7. Traiser Rotenfels Beerenauslese 1993 Dr. Crusius (Traisen)
Anima continentale in viaggio nel Mediterraneo: torna l’oliva, a fronte di un colore ambrato sempre così evocativo; fa vivere intera la suggestione che gli appartiene, offerta attraverso una dolcezza “asciugata” dalla portanza alcolica e dalla purezza della maturità; ecco, puro è il termine adatto a tanta virtuosa armonia, nella quale vive una sua parte anche il tannino, leggerissimo eppure sensibile.

8. Monzingener Fruhlingsplatzchen Auslese GK 2003 Emrich-Schönleber (Monzingen)
Impressionante la tonalità giallo verde del colore, a testimoniare un’indole instancabile; sentori di polvere di caffè al centro di una soavità regale, manifesta un’immensa generosità e usa la dolcezza con un taglio talmente assoluto da togliere il fiato; è una partita di Bach, esasperante per tenacia e voluttà.

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