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Le degustazioni

Lavorare per Essere nel vino, giovedì 23 giugno

Giovedì 23 giugno – Luce, calore e microclima, con Antonio di Gruttola e Cristiano Guttarolo

23giugno sud

T’ara rà (greco) 2014 Cantina Giardino (Ariano Irpino)
Fiorito, smilzo, pungente come uno spillo; un T’ara rà originale, distante dalle annate precedenti. La più contenuta macerazione sulle bucce gli dona una fisionomia longilinea, magari dotata di una progressione meno estesa del solito. Ha un’incisiva vena acido-salina, la stoffa è essenziale. Pulita l’eredità, vivace e fresca.

Gaia (fiano) 2014 Cantina Giardino (Ariano Irpino)
Consistenza e nitidezza, senso di respiro con tratti vegetali, gentili e ben integrati. Sempre in levare, metamorfico, si prende il suo spazio. Colpiscono volontà e affabilità, è figlio di un’annata dal periglioso equilibrio, lascia sensazioni retro-olfattive chiare, integre ma complessivamente più semplici rispetto al Greco.

Amphora Bianco (verdeca, bianco d’Alessano) 2014 Cristiano Guttarolo (Gioia del Colle)
Oli, resine, genziane: tutto al plurale, tanto è ampio lo spettro odoroso. Il corpo esile riesce a racchiudere una bella sostanza. Questo bianco pugliese singolare e reattivo è un vino di temperamento, radicale e raggiante.

Amphora Primitivo 2014 Cristiano Guttarolo (Gioia del Colle)
“Tocco” e “leggiadria” non sono prerogative solo di Pinot Noir e Nebbiolo. Quella di Guttarolo è una delle migliori interpretazioni del Primitivo, dotato com’è di essenzialità terragna, eleganza e di un’anima generosa. Aperto, sferzante, libertario.

Lamie delle vigne (primitivo) 2013 Cristiano Guttarolo (Gioia del Colle)
Gli aspetti morbidi del precedente sono amplificati attraverso solarità e alcolicità, testimonianze di un’annata diametralmente opposta. Giocoso e balsamico, ha un vigore travolgente; tra il tessuto fitto e il corpo compiaciuto, si fa spazio un tannino ispido, eleva il suo essere mediterraneo senza coprire il soffio leggero e pulito del finale.

Volpe Rosa (coda di volpe rossa) 2014 Cantina Giardino
Tutto quel che può essere un vino davvero vulcanico: irruente, vitale e magnetico. Ha finezza senza rinunciare alla materia, grande presenza, “pesca nel torbido” e tuttavia non perde il proprio elegante portamento.

Le Fole (aglianico) 2011 Cantina Giardino (Ariano Irpino)
Ha spessore, non è un Aglianico severo. Sa essere profondo grazie all’acidità penetrante che, insieme alla maturità della polpa e al tannino disinvolto, gli conferisce un aspetto arioso, dinamico. La radicalità nei ritorni retro-olfattivi ci riporta alla terra, all’erba, all’essenzialità della sostanza.

Faro (nerello mascalese, nerello cappuccio, nocera) 2012 Bonavita (Faro Superiore)
Vino di bellezza contrastante, discreto ed espressivo. Per quanto la 2012 sia stata calorosa, la generosità non lo rende ottuso, l’asciuttezza, infatti, fa da capofila. E poi ci sono il vigore mediterraneo – tra erbe officinali, capperi e torrefazione – la tensione dello iodio, la pienezza e l’evocazione dei ritorni...

Cirò Rosso Classico Superiore Riserva (gaglioppo) 2010 ‘A Vita (Cirò Marina)
Etereità, inquietudine e discrezione nei modi basterebbero per illustrare i migliori Cirò. Poi subentra la terra arsa, la stratificazione fatta di calore vivace e di quel tannino austero, vero catalizzatore di una potenza sopra le righe. Antico, combattivo e indulgente; le migliori, naturali, versioni del Gaglioppo – come la 2010 di De Franco – tracciano una delle più talentuose combinazioni tra luogo e vitigno.


Essere nel vino del 9 giugno
Essere nel vino del 16 giugno

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