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Borgogna 2007 - 1: La Côte de Nuits

Culla privilegiata dei più celebri vigneti del mondo, la Côte de Nuits annovera tutti i grand cru rossi di Borgogna.

Borgogna 2007: appunti sparsi su négoce, terroir, congiuntura e stile

primo episodio – La Côte de Nuits

 

La Côte de Nuits

 

Culla privilegiata dei più celebri vigneti del mondo, la Côte de Nuits annovera tutti i grand cru rossi di Borgogna, tranne uno (il Corton rouge, con i suoi “satelliti”). Questa sotto-regione corre da Marsannay, all’immediata periferia di Digione, fino a Nuits-Saint-Georges, piccola cittadina che dà il nome a questo costone tenacemente calcareo, dedito al Pinot Noir. I migliori vini sono i più strutturati che si possa trovare in Borgogna e al tempo stesso profondi, raffinati ed eleganti. Gevrey, Chambolle e Vosne svettano sugli altri Comuni anche per numero di grand cru, qualcuno concesso con generosità dal legislatore. Gli sforzi e le tentazioni modernistiche, imperniate sulla concentrazione, sembrano trovare qui il loro campo di prova più allettante, supportate da una ricchezza naturale che il Pinot non ottiene altrove. Il rischio è di schiacciare la spontanea complessità che produttori nel segno della continuità – il compianto Henri Jayer, il Domaine de la Romanée Conti, le sorelle Mugneret, Philippe Engel, Etienne Grivot, Christophe Roumier, Jacques-Frédéric Mugnier o Christian Gouges – e i loro predecessori hanno ampiamente dimostrato non necessitare di artifici. E’ probabilmente in Côte de Nuits che nei prossimi anni si giocherà l’avvenire dei grandi rossi borgognoni.

 

La degustazione
Gli appunti che seguono sono il frutto di assaggi personali, palesi, avvenuti negli ultimi mesi in differenti situazioni. Devo ringraziare Chanson e il suo importatore italiano per avermi messo a disposizione alcuni campioni, Sarzi Amadè e la Vinicola Balan per avermi dato la possibilità di degustare liberamente in occasione dei rispettivi eventi di Milano, Mogliano Veneto e Verona. I prezzi menzionati sono quelli praticati dall’importatore.

 

Bouchard Père et Fils
21202 Beaune 0033/(0)380248024 www.bouchard-pereetfils.com
Nuits-Saint-Georges premier cru Les Cailles 2002
Bel colore vivo molto leggero e diafano, quasi cerasuolo, con unghia vermiglia.
Naso pulito, varietale, non espansivo ma fervido nei suoi potenti slanci.
La bocca è salata, nervosa e serrata; l’acidità domina la parte dura del sapore un po’ irrigidito, più pungente che minerale; per questo, il successivo sviluppo risulta succoso e vegetale; il ritorno aromatico è di buona finezza e media persistenza.
Questo premier cru, tra i più quotati di Nuits, riflette un millesimo più favorevole alla tensione dei bianchi che alla gagliardia dei rossi, nitidi ed essenziali. La contrazione sembra un marchio aziendale.
Vino originato da uve di proprietà: 1,07 ettari (oltre un quarto del climat) su terreno di calcare oolitico. Les Cailles sono un piccolo appezzamento del settore meridionale del Comune, in prossimità del confine con Prémeaux-Prissey, dunque nella zona che genera i vini più tesi, tannici e longevi di Nuits-Saint-Georges.
Prezzo n.d.

 

Chanson Père et Fils
21200 Beaune 0033/(0)380259797 www.vins-chanson.com
importato da Giuseppe Meregalli
Nuits-Saint-Georges 2003
Colore rubino con lieve riflesso granato.
Impatto caldo e carnoso, quieto, lineare, con note di banana; poco sfumato, sottile e semplice nella sua chiara compattezza odorosa; cacao, liquirizia e poi vaniglia disegnano un quadro definito ma superficiale.
In bocca torna la carne e si imbastisce un sensibile volume; il sapore accusa un leggero cedimento sul centro della lingua, mentre alcol e acidità risultano poco fusi.
Chiude in maniera semplice con ritorni di talco e caramella, in un finale non lunghissimo.
– Un village troppo disadorno e prevedibile per convincere; l’interpretazione tecnica privilegia la definizione senza lasciare spazio alle emozioni. A sua parziale discolpa, un tappo in condizioni non impeccabili.
I vigneti di origine si trovano nella zona sud del paese.
37,50 euro

 

Domaine Jack Confuron-Cotetidot
21700 Vosne-Romanée 0033/(0)380610339 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Vosne-Romanée 1993
Colore granato-aranciato bello e vivo.
Naso maturo, di caramella inglese, fiori, uva passa e foglie bagnate; il timbro già decadente si acuisce con l’arrivo di note di caramello, pera candita e fumo.
Bocca esile, matura, acida e fragile; le sensazioni poco fini di foglie macerate, castagna bollita, di nuovo caramello confermano la parabola discendente di questa bottiglia.
Sulla carta, il millesimo, spesso sottovalutato in Italia, è tra i più interessanti del decennio per i vini rossi. Già sfibrato e poco rigoroso, questo campione conferma la difficoltà di trovare cuvée village all’altezza del nome prestigioso di questo Comune, che ha catalogato quasi tutte le sue vigne interessanti in premier e grand cru. Nonostante l’età e il conseguente immobilizzo di capitale, il prezzo ci pare sproporzionato.
75 euro

 

Domaine Dujac
21220 Morey-Saint-Denis 0033/(0)380340109 www.dujac.com
Clos de la Roche grand cru 2001
Colore rubino di notevoli compattezza e vivacità.
Naso impetuoso di frutta rossa fresca e in confettura, ampio, appena piccante e succoso; la giovinezza delle sensazioni è evidente, la loro purezza ancora condizionata da tracce fermentative e dal legno di maturazione.
In bocca, l’abbondanza di acidità e tannino domina una morbidezza che si scorge in prospettiva; il sapore conserva un comportamento crudo e vibrante durante tutto l’assaggio; d’invidiabile precisione la corrispondenza gusto-olfattiva e ottima la persistenza aromatica.
± D’interpretazione classica, questo Clos de la Roche non si fa mancare definizione e un tocco di modernità, in un riverbero etereo e laccato. Esuberante e ancora molto giovane, impone una vera esibizione olfattiva, persino eccessiva. Infatti, sul lungo termine, il bicchiere fatica a crescere in modo convincente. Dopo un periodo di appannamento, questo domaine sembra riacquistare migliore precisione, maggior sicurezza e naturalezza espressive.
Prezzo n.d.

 

Gros Frère et Soeur
21700 Vosne-Romanée 0033/(0)380611243
Vosne-Romanée 2004
Colore giovanile.
Naso metallico, fruttato, chiuso, ancora poco espressivo.
La bocca è acida, serrata, diluita, con uno sviluppo frugale e un po’ di diluizione finale.
Chiude lineare, semplice, troppo nervoso, a conferma della natura magra del millesimo e con una spiccata sensazione amarognola.
– Non è semplice ottenere vini di carattere dai vigneti in appellation village a Vosne; questa cuvée è la dimostrazione che le posizioni valide in questo Comune sono quasi tutte catalogate grand cru o premier cru.
Prezzo n.d.

Vosne-Romanée premier cru Les Chaumes 2003
Colore più concentrato.
Naso animale, sassoso di acqua stagnante, caldo e volatile; non molto fine di primo impatto.
Bocca solida, materiale nella sua espressione acido-tannica un po’ grossolana; il vino è poco concentrato nella parte centrale della lingua, non riesce a imporre uno slancio autorevole ma si disperde nel pizzicore laterale, per poi diventare amaro.
Chiude ritrovando il suo timbro caloroso su note di liquirizia; media la persistenza.
Premier cru dalla reputazione discussa, non dà con questa interpretazione il meglio di sé in un’annata difficile da gestire.
Prezzo n.d.

Clos Vougeot grand cru “Musigni” 2004
Colore rubino.
Naso alcolico e bruciante, molto chiuso e lento, qualche accenno vegetale (fichi, foglie bagnate) a comporre un quadro poco espressivo.
In bocca ricerca una laboriosa completezza: la parte acido/liquida è predominante, il tannino asciuga, emergono riverberi dolci e la polpa del frutto latita, come in molti rossi 2004; caramella e cipria sono note tratteggiate e perciò non sgradevoli, ma la chiusura appare troppo sbrigativa per essere all’altezza di un grand cru.
L’eredità tattile e parte di quella aromatica restano appese a un esile finale asciugante.
La sensazione che rimane in bocca è fine, amara e gracile. Chiaramente superiore ai precedenti per qualità del ricordo odoroso, ma intensità e continuità della sensazione dovrebbero essere altra cosa in una bottiglia di questo blasone.
Clos Vougeot è un grand cru di notevole estensione (50,59 ettari totali), i cui settori migliori si trovano attorno al celebre castello; la sua qualità è notoriamente irregolare da particella a particella.
L’affidabilità resta il punto debole di questa azienda dall’interpretazione piuttosto moderna: oscilla tra buone prestazioni (’98, ’01) e millesimi meno convincenti (’99).
Prezzo n.d.

 

Domaine Michel Gros
21700 Vosne-Romanée 0033/(0)380610469 www.domaine-michel-gros.com
importato da Vinicola Balan
Vosne-Romanée premier cru Clos des Réas 1999
Bel colore granato.
Naso già maturo, segnato da note di frutta, catrame e sfumature animali; l’acidità volatile conferisce un’impronta incisiva mentre emergono un’evocazione quasi langarola e alcune tracce di gomma.
La bocca è solida e leggera, guidata da un tannino garbato; finale croccante, burroso e appena bruciante.
Versione che mette in mostra un’apprezzabile finezza tipica del Comune; il limite di questa bottiglia sono il carattere non molto definito e una certa rigidità gustativa, che non ci si attenderebbe da un premier cru di Vosne in un’annata di grande reputazione. Il Clos des Réas è il premier cru collocato più a sud e più in basso lungo il pendio. Il prezzo è impegnativo.
80 euro

 

Maison Louis Latour
21200 Beaune 0033/(0)380248110 www.louislatour.com
importato da Sarzi Amadè
Echézeaux grand cru 2002
Colore di buona concentrazione.
Il profumo è primario e lievemente speziato, arricchito da note più profonde di sottobosco e piccola frutta matura; forse un po’ statico, avrà bisogno di tempo per esprimere complessità.
In bocca il vino è morbido e levigato; non possiede la cruda verità degli Chaillots, ma una polpa più tenera, abbastanza densa e una profondità apprezzabile; appare un ritorno di legno nel finale, legato a piacevoli tratti animali e a sentori di mandarino.
Da un grand cru 2002 – seppur con l’irregolarità degli Echézeaux – ci si aspetterebbe qualcosa di più; questa bottiglia sembra portatrice di un talento incompleto. Con i loro 38 ettari, les Echézeaux sono tra i grand cru più estesi della Côte de Nuits; gli 11 climat che li compongono sono di qualità disomogenea.
97 euro

 

Domaine Marc Morey
21190 Chassagne-Montrachet 0033/(0)380213171 www.domaine-morey-coffinet.com
Morey-Saint-Denis “En la rue de Vergy” 2004
Colore paglierino-verdolino vivido e carico.
Naso rustico, resinoso e poco nitido, segnato da note di fegato e da una sensazione vegetale che si attiene al vitigno più che al terroir.
Bocca tutta proiettata in avanti: l’impatto è grasso, la densità apprezzabile ma il vino non riesce ad allungarsi e conquistare la parte centrale della lingua; il finale citrino lascia intravedere una traccia minerale.
± Rara versione bianca di Morey, visibilmente ancora contratta; la materia appare tuttavia di incerto valore e il sapore accusa la mancanza di una sapidità rilevante. Particella molto ripida, sovrastante il Clos de Tart, “En la rue de Vergy” sfrutta i contrafforti più elevati del village, tra 300 e 350 metri di altitudine, a ridosso del bosco: una posizione rischiosa in annate di difficile maturazione.
Prezzo n.d.

 

Philippe Pacalet
21704 Nuits-Saint-Georges 0033/(0)380623105 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
importato da Velier
Nuits-Saint-Georges 2005
Colore abbastanza profondo.
Naso lento e pietroso: la contrazione di una materia di cui si intravede la densità porta a un effetto di chiusura che denota tutta la giovinezza del millesimo.
Densità estrattiva e un tannino arcigno e caparbio confermano lo spessore di questa cuvée: note sassose e linfatiche sono il presagio di un finale ancora rappreso.
Attendiamo questo Nuits village con fiducia, perché la trama e il rigore di questa bottiglia sono molto promettenti.
Prezzo n.d.

Gevrey-Chambertin 2005
Colore un po’ spento.
Impatto olfattivo rustico, ma fine e spontaneo; la volatile accennata porta con sé sentori di spezie e una nota piccante.
Bocca quadrata e linfatica: acidità e tannino si dànno la mano producendo un effetto penetrante, teso e masticabile; duro e allungato anche il finale, in cui tornano note di linfa.
Una versione senza mezzi termini né concessioni alla suadenza: questo Gevrey tutto nervi e pelle dura mostra il volto più rustico dell’Aoc, ma c’è da scommettere che il tempo ne addomesticherà il talento, portandogli un po’ di temperanza.
Prezzo n.d.

Gevrey-Chambertin premier cru Bel-Air 2005
Colore omogeneo.
Naso di buona intensità, ma soprattutto soffice, raffinato e insieme ancora severo.
Bocca di altra leggiadria rispetto alla versione village: acidità e tannino sono affusolati, diffusi e tratteggiati; la corposità ha un atteggiamento severo, portato da una notevole tensione gustativa.
Lunghissima la persistenza aromatica.
+ In questa bottiglia c’è tanta materia da risultare quasi ancora scomposta: l’acidità così ficcante è il dono della considerevole altitudine del climat (abbarbicato oltre i 300 metri). Oltre al vivido nerbo del sapore, il 2005 ha portato a questa cuvée una prestanza aromatica che l’annata precedente non poteva offrire. Quando il vino raggiungerà la sua compiuta espressione, tra alcuni anni, sarà un luminoso esempio di questo climat che occupa la parte sopra lo Chambertin-Clos-de-Bèze.
Prezzo n.d.

Chambolle-Musigny premier cru 2005
Colore intenso e aspetto velato.
Naso di immediata godibilità, tale è il grado di finezza già raggiunto: nocciole, panna fresca, frutta rossa disegnano un quadro soffice e disponibile.
La bocca è fine e potente, libera e avvolgente, si sviluppa lungo tutto l’asse della lingua con movenze sinuose; un tocco di cioccolato amaro introduce il finale in cui convivono magicamente luminosità e concentrazione.
+ Oltralpe un vino così è definito racé, di razza. Non è scontato avere tanto carattere quando si assemblano uve provenienti da premier cru differenti dello stesso Comune: talvolta il rischio è appiattire l’identità dei climat, anziché sommarla.
Prezzo n.d.

 

Domaine des Perdrix – Rodet
71640 Mercurey 0033/(0)385981212 www.rodet.com
importato da Vinicola Balan
Nuits-Saint-Georges 2004
Colore rubino appena spento.
Impatto piuttosto chimico e animale, chiuso e blando, di dubbia finezza.
Gusto dal sapore acido e tannino polveroso; a farne le spese sono l’unità della sensazione e l’eleganza del finale.
In un millesimo notoriamente complicato per i rossi, questa cuvée village non brilla per eleganza né capacità di farsi ricordare. Il domaine – 30 ettari totali – sta riscuotendo un buon successo Oltralpe.
41 euro

 

Domaine Prieuré-Roch
21700 Nuits-Saint-Georges 0033/(0)380620000
importato da Velier
Vosne-Romanée premier cru Les Suchots 2002
Colore granato concentrato.
Naso d’impatto semplice e ancora chiuso, la stratificazione della materia non lascia emergere molto di più che una graziosa speziatura.
La concentrazione si ritrova in bocca: la fermezza del tannino e la densità della materia estrattiva lasciano intravedere una buona profondità, ma il vino per ora è più austero che complesso.
Finale speziato ed energico.
Les Suchots sono un premier cru molto esteso, che separa la Romanée-Saint-Vivant dagli Echézeaux, al confine con Flagey.
Prezzo n.d.

Vosne-Romanée premier cru Clos des Goillottes 2002
Colore granato concentrato, leggermente velato.
Naso orientale, tra spezie, fiori, frutta matura, cioccolato, scorza d’arancia fresca e un tocco di vernice; succoso, linfatico, libero nella sua volatile ricchezza.
Attacco vivo e sapido in bocca, non mancano la giusta tensione né una tannicità diffusa e setosa; il rovere si fa sentire ancora a tratti, non mistifica la ricchezza del sapore, ma stringe un poco la sensazione al centro della lingua, schermando parte del lunghissimo rilascio aromatico finale.
Un vino di esotica raffinatezza ed esuberante spessore, già sorprendentemente maturo. Il Clos des Goillottes è una piccolissima particella non classificata fino al 1988, probabilmente perché era sempre stata destinata alla produzione del “vino della casa” di alcuni proprietari, tra cui, a quanto pare, anche i conti di Conti.
Prezzo n.d.

Nuits-Saint-Georges premier cru 2004
Colore granato leggero e vivo.
Naso pronto, facile e invitante: frutta e fiori su un insieme dal timbro dolce, fresco, leggiadro, con una vena alcolica.
Bocca altrettanto golosa e beverina: tannino e acidità dànno fluidità alla manovra, il sapore ha più presenza che corpulenza.
Finale serrato, fresco, amarognolo, di buona lunghezza.
Una versione che, in un millesimo di non facile approccio, ha preferito lasciar esprimere l’immediatezza anziché cercare una difficile complessità.
Prezzo n.d.

Nuits-Saint-Georges premier cru Clos des Corvées 2002
Colore granato profondo e concentrato.
Naso fruttato e croccante, d’impronta quasi mediterranea, con nitide sfumature di erbe aromatiche.
La presenza tannica connota il sapore disteso, corposo e appena asciugante; ci sono austerità e polpa nel gusto già maturo: tornano le erbe prima di un succoso finale di mandarino, completato da una mineralità autorevole.
+ Versione importante, persistente e ricca; la notevole presa tannica è figlia della partecipazione del raspo alla vinificazione, come accade in alcuni prestigiosi cru tra Nuits e Vosne. Il confronto con il Clos des Goillottes illustra la differenza tra i due Comuni: severo e muscolare il primo, generalmente più sfumato ed elegante il secondo. Di entrambe le “perle” Prieuré-Roch colpisce la maturazione già avanzata, legata e coerente con la naturalità dell’atteggiamento gustativo. Come nei vini di Pacalet, l’assenza della sensazione solforosa conferisce tenerezza, elimina ogni rigidità e al tempo stesso pare rendere tutto più fragile...
Prezzo n.d.

 

Domaine de la Romanée Conti
21700 Vosne-Romanée 0033/(0)380624880
Richebourg grand cru 1992
Colore molto avanzato, mattone tendente al bruno.
Impatto maturo e molto ricco, con il timbro rilassato di frutta limpida e polposa che connota Richebourg; nel volgere di pochi minuti emergono sensazioni speziate, affumicate e di goudron, chiara dimostrazione di una stagionatura inoltrata, ma il vino non smarrisce mai la purezza della definizione né la nobiltà del portamento.
In bocca la vispa freschezza si congiunge a un tannino diffuso e presente; il sapore si affida allo slancio caparbio dell’acidità, che è l’ultima sensazione ad abbandonare la bocca.
Da manuale la corrispondenza gusto-olfattiva: armoniosa unione di frutto, fumé e catrame: resta la cosa più ammirevole di questa bottiglia.
± Il Domaine più celebre del pianeta ha gestito con la maestria che ci si attende un millesimo complicato – aborti floreali, luglio molto piovoso, agosto caldo, pH elevati – che richiedeva un’accurata estrazione in fase di vinificazione. L’annata probabilmente non permetteva di più; occorre aggiungere che la bottiglia non appariva in perfette condizioni di conservazione, con un livello più basso del previsto. Difficile pensare a un’ulteriore evoluzione, ma il Drc è noto per tenute prodigiose e una curva declinante molto lunga.
Prezzo n.d.

 

Domaine Armand Rousseau
21220 Gevrey-Chambertin 0033/(0)380343055 www.domaine-rousseau.com
importato da Sarzi Amadè
Chambertin grand cru 1994
Colore concentrato e maturo.
Impatto olfattivo di grandi maturità, spessore e polpa; la rotondità finemente speziata dello stile Rousseau preannuncia una sostanza gustativa grassa; con l’aerazione, lo spettro si apre ulteriormente, acquisisce lievi note di confettura e frutta sotto spirito: nitida la franchezza fruttata che è il “cuore” espressivo del Pinot Noir.
In bocca il moelleux che ci si attende è frutto del volume e di un setoso allungo, l’apporto del rovere si coglie in traluce e lo spessore tannico, di buona finezza, è più fitto che dinamico; raffinata l’apprezzabile persistenza aromatica.
Si coglie la carenza di una sapida succosità che farebbe quadrare il cerchio. Il rilascio tannico finale ha un lieve moto di contrazione al centro della lingua che non consente al vino l’allungo vincente. Di conseguenza, resta un sottile scarto tra la pienezza del profumo e l’incompleta corposità. La finezza della sensazione e l’ottimo stato evolutivo sono il punto di forza di un vino figlio di una delle più complicate vendemmie del decennio, a causa di un insufficiente irradiamento solare.
130 euro il 2003

 

Domaine Jean Trapet
21220 Gevrey-Chambertin 0033/(0)380343040 www.domain-trapet.com
Chapelle-Chambertin grand cru “Réserve Jean Trapet” 1988
Colore granato maturo e concentrato, con riflesso arancio, appena velato da un abbondante sedimento.
Naso molto stagionato, mostra chiari segni di affaticamento: la componente fruttata e polposa dei migliori Pinot Noir è sovrastata dai sentori di catrame, fiori secchi, terra bagnata, fumo e decotto di erbe aromatiche; l’insieme è fragile, a tratti stentato e nonostante la pregevole intensità olfattiva non riesce a crescere né uscire da una sensazione “sorda”.
L’attacco in bocca è potente: acidità e tannino sono completamente fusi in una dinamica cremosa e prolungata; i polifenoli fanno sentire il loro timbro aromatico maturo, fatto di erbe secche e legna arsa, mentre nel finale fa capolino una nota vanigliata che riporta in vita l’eredità del rovere.
La persistenza del gusto è all’altezza della situazione, trainata dalla ricchezza sapida, ma la definizione del rimando aromatico ha qualche incertezza, prima di chiudere con il proverbiale nòcciolo di ciliegia essiccato.
– Da questo grand cru di un domaine tanto rinomato ci si attende di più, specie in una delle annate memorabili dell’ultimo trentennio. Sono l’armonia dell’aroma e la compattezza del gusto a lasciare le maggiori perplessità: il vino appare minato nella sua integrità, fatto che non può trovare attenuanti a “soli” 18 anni di distanza.
Chapelle è nel novero delle denominazioni più quotate tra i “satelliti” dello Chambertin, in compagnia di Latricières, Ruchottes e Mazis. Tuttavia, occorre notare che al corpo originario di 3,70 ettari, un ampliamento ha legato la parte bassa del cru, conosciuta come Les Gémeaux, non altrettanto qualitativa, portando l’estensione dell’Aoc a 5,50 ettari. Chapelle-Chambertin, esposto a est-sud-est, sorge tra 260 e 275 metri di quota.
85 euro

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