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Borgogna 2007 - 2: La Côte de Beaune

La Côte de Beaune paga lo scotto di non possedere grand cru rossi, ad eccezione del Corton.

Borgogna 2007: appunti sparsi su négoce, terroir, congiuntura e stile

secondo episodio – La Côte de Beaune

 

La Côte de Beaune

 

Con il suo vigneto che corre per una trentina di chilometri, da Ladoix-Serrigny a Santenay, la Côte de Beaune paga lo scotto di non possedere grand cru rossi, ad eccezione del Corton, sito peraltro nel punto di congiunzione ideale con la Côte de Nuits.
Le marne fortemente calcaree del Giurassico Medio lasciano spazio al Calloviano e all’Oxfordiano del Giurassico Superiore fino a Meursault e di nuovo a partire dalla porzione meridionale di Chassagne. Tra questi due segmenti, il settore di Giurassico Medio di marne bianche e limose di Meursault e Puligny, patria dei grandi Chardonnay. Tutta la Côte de Beaune, con forse la sola eccezione di Santenay (il Comune più a sud) è dunque priva delle condizioni che conferiscono ai vini di Nuits, Vosne o Gevrey la ricchezza, la complessità e la longevità per cui sono noti.
I rossi sono spesso più leggeri, fragranti e talvolta rustici (Pommard). I bianchi patiscono una doppia penalizzazione: i vini più semplici subiscono la concorrenza di prodotti di qualità del Mâconnais o di Chablis, proposti a un prezzo concorrenziale; i “mostri sacri” di Puligny o Aloxe (Montrachet e satelliti, Corton-Charlemagne, vari premier cru) soffrono tariffe difficili da abbordare.
La situazione è anche più eterogenea che nella Côte de Nuits: finage come Volnay o Pommard nascondo i loro gioielli in un insieme di prodotti deludenti, ma comuni quali Meursault o Monthélie offrono probabilmente la miglior qualità media della Côte d’Or sull’insieme delle loro etichette village. Per non parlare di Savigny, Santenay o ancor peggio Saint-Romain e Saint-Aubin, incolpevolmente sconosciuti al grande pubblico.
La sorella meridionale delle due côte soffre anche il peso storico del négoce. Se un tempo la vicinanza della capitale vinicola, Beaune, poteva essere un vantaggio in termini di notorietà, oggi la presenza delle grandi maison contribuisce a oscurare i nomi dei cru e in parte a sminuirne l’espressione di tipicità. L’opera di alcuni validissimi vignaioli o vinificatori – talora dediti anche a un piccolo négoce parallelo – sta però dimostrando che il talento di questi finage non è automaticamente inferiore ai Comuni vicini a Digione. Nelle mani di Philippe Pacalet, Pierre Morey, Anne-Claude Leflaive, Claude e Catherine Maréchal o Catherine e Dominque Derain, la Côte de Beaune sta dimostrando la sua identità e di non temere il confronto con Nuits.

 

La degustazione
Gli appunti che seguono sono il frutto di assaggi personali, palesi, avvenuti negli ultimi mesi, in differenti situazioni. Devo ringraziare Chanson e il suo importatore italiano per aver messo a disposizione i campioni, Sarzi Amadè e la Vinicola Balan per avermi dato la possibilità di degustare liberamente in occasione dei rispettivi eventi di Milano, Mogliano Veneto e Verona. I prezzi menzionati sono quelli praticati all’ingrosso presso l’importatore.

 

Domaine Marquis d’Angerville
21190 Meursault 0033/(0)380216175 www.angerville.com
importato da Sarzi Amadè
Volnay premier cru Frémiet 1999
Colore rubino compatto e giovanile.
Naso chiuso, vinoso, stretto in una presa fenolica austera, lievemente speziata, dominata da note di piccoli frutti di bosco.
In bocca attacca con un’acidità pungente, cui si aggiunge un tannino serrato a sviluppo graduale del sapore; l’estrazione è potente e il rilascio gustativo solido e sicuro; notevole la lunghezza.
± Vino ancora crudo, nervoso, prodotto di un’annata di compiuta maturità. La materia è di ottima concentrazione, mentre la finezza dell’aroma e la libera espressione del vitigno non appaiono convincenti: frutta e fiori ricordano a tratti la rusticità del Dolcetto. L’interpretazione sembra di stile più modernista di altri vini del domaine. Resta il dubbio di un tappo infelice, perché il liquido è davvero troppo contratto. Frémiet è un premier cru al confine nord con Pommard, compreso tra 230 e 280 metri slm.
45 euro

 

Domaine Bonneau du Martray
21420 Pernand-Vergelesses 0033/(0)380215064 www.bonneaudumartray.com
importato da Sarzi Amadè
Corton-Charlemagne grand cru 2002
Colore paglierino brillante.
Naso fruttato, subito croccante, minerale e solare; il cedro e una profonda, bianca terrosità dànno la misura delle due anime di questo vino: la polpa della frutta e una colonna vertebrale che va dritta all’anima più salina del profumo.
Il bocca il succo è teso, retto, inflessibile nella sua limpida freschezza; si scorge in filigrana l’elegante apporto del rovere, che ha trovato una nobile collocazione tra acidità e sapidità, ormai confuse l’una nell’altra... Il sapore è fisico e brillante, tagliente senza mai essere crudo.
Lunghissima e perfettamente corrispondente la persistenza finale.
+ Uno dei vini bianchi più puri e imperiosi assaggiati di recente, espressione perfetta di quel connubio tra calore e rigore che è il Corton-Charlemagne. Un vino di razza, dotato dell’éclat che fa la differenza nella disposizione del sapore e nella durata del gusto. Nessuna esibizione di forza ma definizione e classe. Difficile fare un pronostico di longevità: il vino è già maturo e complesso oggi e si può scommettere che sembrerà giovane e sgargiante tra diversi anni, come succede ai grandi Borgogna.
78 euro

Corton-Charlemagne grand cru 1996
Colore dorato leggero e vivo.
Naso burroso, maturo e balsamico; la maniera di porsi è aperta, cremosa, alcolica; la panna e le note di carne conferiscono un tocco di rusticità, confermata da sentori di mela gialla farinosa.
Bocca fresca e solida, fruttata, dinamica e sicura; l’accentuata morbidezza porta un timbro quasi spugnoso, che ne fa un vino grasso e maturo.
Il finale denota gli stessi accenni ossidativi percepiti nelle fasi precedenti e si accompagna a una certa fuggevolezza.
± Figlio di un’annata calda, ne ha la generosità ma anche l’arrendevolezza. Ricco e stagionato, non può vantare la tenuta gustativa né la coralità odorosa che hanno il 2002 e il 1995.
90 euro

Corton-Charlemagne grand cru 1995
Colore dorato compatto.
Naso elegante, punto d’incontro tra la frutta polposa, il burro del miglior Chardonnay perfettamente maturo, il rigore del terroir e una mineralità sotterranea, graduale, fluida e compatta.
Bocca tesa e cremosa, di perfetto equilibrio e sottile persistenza; il finale è succoso, rettilineo, manca solo l’allungo vincente delle annate memorabili.
+ Una versione che unisce sobrietà e raffinatezza, espressione di un millesimo classico ed equilibrato. Più che la potenza di certi Charlemagne capaci di evocare l’opulenza del Montrachet, ritroviamo la cristallina serenità settentrionale che accomuna questo grand cru ai pari grado di Chablis, tuttavia raramente in grado di dimostrare altrettanta completezza. La meticolosità di una vinificazione tradizionale e la maturità della materia prima hanno dato un vino giovane e vivido, ancora lontano dall’apice della sua curva evolutiva.
83 euro

 

Bouchard Père et Fils
21202 Beaune 0033/(0)380248024 www.bouchard-pereetfils.com
Puligny-Montrachet premier cru Les Chalumeaux 2002
Colore giallo molto chiaro.
Naso fermentativo e restio ad aprirsi, pulito, più prossimo all’espressività del vitigno che al terroir; impiega alcuni minuti a farsi largo e quando ci riesce lascia una tenue impronta luminosa.
La bocca è salata, fresca, tersa, in buon equilibrio tra acido e sapidità; si avverte un guizzo aromatico di legno gradevolmente amalgamato e modulato; il liquido si allunga attorno a un’esile traccia sapida.
Buona la chiusura, con note di crema al limone e l’impressione di un equilibrato e maturo apporto dell’annata: lo slancio e la tensione sono la firma del 2002; alla fine dell’assaggio il rovere richiude la sensazione sulla lingua, senza l’invadenza che lo renderebbe fastidioso.
Questa cuvée è frutto di un acquisto di uve che completa i 130 ettari di proprietà aziendale. Situati al confine settentrionale di Blagny, les Chalumeaux non rientrano tra i più quotati climat del comune.
Prezzo n.d.

Corton-Charlemagne grand cru 2003
Colore paglierino sostenuto.
Naso un po’ contratto dal legno, caloroso e poco espressivo, come può confarsi a uno Charlemagne giovane; fanno capolino delle note resinose d’impronta varietale, a dimostrazione che il vino è ancora lontano da un compiuto sviluppo odoroso.
Bocca citrina, lucida e puntuta; nel distendersi, il liquido copre meglio la lingua e lascia spazio alla componente salina; il rovere si percepisce ancora chiaramente e il vino chiude su note piuttosto crude.
Il finale è reso ovattato dalla parte morbida, alleanza del patrimonio alcolico dell’annata e dell’élevage; la buona persistenza gustativa include un prevedibile richiamo caramellato.
Meno facile da leggere e forse anche meno riuscito del precedente, fatte le debite proporzioni. La capacità estrattiva dell’alcol nei confronti del rovere, oltre alla laboriosa ricerca di un equilibrio del sapore, sono l’impronta del millesimo. L’affusolato rigore che, nonostante ciò, il vino non ha perso, è il segno riconoscibile del più nordico cru bianco della Côte d’Or.
Il Corton-Charlemagne Bouchard proviene da vigneti di proprietà: 3,25 ettari (ovvero 5 per cento dell’intera aoc) collocati sul suolo argillo-calcareo della parte elevata del cru (lieu-dit Corton, esposto a est oltre i 300 metri di altitudine, sul comune di Aloxe-Corton).
Prezzo n.d.

 

Chanson Père et Fils
21200 Beaune 0033/(0)380259797 www.vins-chanson.com
importato da Giuseppe Meregalli
Beaune premier cru Clos des Mouches 2003 [rosso]
Colore rubino concentrato.
Naso lento di ribes, carne e spezie, ovattato, concentrato sulla polpa della frutta, più sfumato del precedente; ha una fibra e uno spessore apprezzabili, il legno si avverte con chiarezza ma il tono è soffice, fine e mai smaccato; nonostante la gradualità, non riesce a sviluppare un bouquet complesso e resta bloccato su note di cassis e prugna.
Bocca unita e molto morbida, non sfodera uno sviluppo prodigioso ma un tannino presente, segnato da una tattilità vagamente polverosa.
La chiusura del sapore non manca di lunghezza; meno brillante la persistenza aromatica.
± Una versione piuttosto ambiziosa, di stile moderno, focalizzata su materia e concentrazione. Curiosamente, nei rossi Chanson il rapporto tra le due côtes appare invertito: leggerezza quasi metallica (da Volnay) nel Nuits-Saint-Georges (vedi degustazione dedicata alla Côte de Nuits), morbida concentrazione nelle Mouches.
Il vigneto si trova nella parte elevata del Clos (climat Mont Saint-Désiré, con esposizione sud-est), al confine meridionale con Pommard. La proprietà Chanson ammonta a 4,50 ettari, di cui 2,50 piantati a Pinot Noir.
Beaune è probabilmente il comune con la presenza di premier cru più sovradimensionata: la loro superficie supera quella dei vigneti village; il Clos des Mouches rientra tuttavia tra quelli considerati di livello meritorio.
47 euro

Pernand-Vergelesses 2002
Colore paglierino leggero.
Impatto odoroso molto accattivante di ribes, banana, tamarindo, carne e cioccolata; è soffice e libero, senza rendersi smaccatamente dolce; cristallino, porta in superficie una traccia floreale e cresce bene nonostante un tappo non impeccabile che ha accentuato qualche piccolo problema ossidativo.
La bocca è tesa, limpida e acida; mostra la trama quasi tannica propria dei Borgogna bianchi nelle annate nervose; occupa il cavo orale con energia, prima di concludere in maniera semplice, pulita e duratura.
Del millesimo, si coglie la vivacità più che il riflesso solare; la maturità della materia non appare compiuta, per questo il vino fatica ad aprirsi completamente e a raggiungere una pervasiva complessità. L’esecuzione e la tensione gustativa sono tuttavia superiori a tutti gli altri vini Chanson assaggiati.
18,80 euro

Beaune premier cru Clos des Mouches 2003 [bianco]
Colore paglierino.
Impatto olfattivo esuberante, tra una mineralità sulfurea e un’evidente torrefazione; il carattere è sfacciato ma non greve, emergono la frutta tropicale e gli agrumi, prima di percepire in modo nitido il rovere; con il trascorrere dei minuti continua ad apparire troppo semplice per un vino di questo livello, si rivela dolce e caramelloso, senza l’autorevolezza necessaria ad ampliare il ventaglio.
Bocca molto morbida, con una sopita tensione minerale, una discreta tenerezza e una densità marcata; l’alcol e le note legnose sono caustiche e amare.
Il finale è legnoso, di media finezza.
– Un esito poco convincente (se non per consistenza) di questo premier cru quotato e raro, considerato una delle specialità della Maison. L’annata non lo ha aiutato a mantenere compostezza ma si fa apprezzare per sostanza e riconoscibilità; abbiamo cercato invano la raffinata energia e la misura formale dei grandi bianchi della Côte de Beaune. La solarità dell’alcol, l’acidità e il corpo appaiono disgiunti e abbiamo l’impressione che il tempo non servirà a creare una convincente armonia.
58,50 euro

 

Domaine Bruno Clair
21160 Marsannay-la-Côte 0033/(0)380522895 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
importato da Vinicola Balan
Savigny-lès-Beaune premier cru La Dominode 2001
Colore granato leggero.
Naso sfumato, lieve, con dei tratti alcolici che apportano un timbro caloroso; la componente fruttata ricorda la polpa delle more.
Il gusto è nervoso, dal corpo piuttosto scarico, con una conclusione alcolica e insistentemente amara di media finezza.
– Si coglie la sicura impronta ferrosa della Côte de Beaune, ma la definizione aromatica pecca di gradualità e l’amaro è insistente. Per questo, la proverbiale essenzialità di questo produttore ci pare in questo caso sconfinare in una certa magrezza. La Dominode è un premier cru orientato ad est-nord-est, nel tratto di Aoc prossimo al territorio di Beaune; secondo alcuni critici, tra i migliori di Savigny. E’ un climat al quale Bruno Clair ha legato la sua fama, ma in questo caso il risultato non ci pare all’altezza della situazione.
47 euro

 

Maison Louis Latour
21200 Beaune 0033/(0)380248110 www.louislatour.com
importato da Sarzi Amadè
Chassagne-Montrachet premier cru Les Caillerets 2002
Colore paglierino brillante.
L’impatto odoroso è legato allo Chardonnay più che al flebile emergere del terroir: si ritrovano toni fruttati, floreali e una quota considerevole di sentori fermentativi (gomma).
La bocca, compatta e omogenea, mostra un’immediata freschezza; non ha sussulti importanti e lo slancio gustativo è modesto, soprattutto in considerazione della statura del millesimo; chiude in modo un po’ rigido.
La maggior facilità espressiva per cui è nota Chassagne, trova una conferma, anche se il vino a tratti sfiora la stilizzazione. Bottiglia da riconsiderare, confidando in una maggior espressività portata dal tempo; il climat è tra i più prestigiosi del Comune.
35 euro il 2001

Puligny-Montrachet premier cru Les Folatières 2002
Colore giallo paglierino carico.
Naso molto più chiuso del precedente, quasi restio: dimostra un comportamento severo e gagliardo a contatto con l’ossigeno, con un moto di ritrazione dal quale sfuggono note di agrumi e piretro.
In bocca il rovere contribuisce ad arrotondare il sapore e rilascia un tocco evidente ma aggraziato; la tensione della trama è tutta settentrionale, fulgida, con un’acidità integrata, motore di un dinamismo corale.
+ Les Folatières, site tra 250 e 300 metri circa, al di sopra del Clavoillon, rientrano tra i migliori premier cru di Puligny.
46 euro

Meursault premier cru Les Perrières 2002
Colore paglierino vivo.
Naso fruttato, di facile accesso, ampio, carnoso e molto espressivo; la dolcezza del legno è manifesta ma non si può considerarla indiscreta.
In bocca è vivo e teso, anche se non dimostra una straordinaria densità.
Un vino inaspettatamente facile, non molto articolato né concentrato. La scarna succosità dei vigneti “di altura” ha la meglio sulla polpa del frutto, tipica della mezza costa. Si fatica comunque a percepire la cupa ritrosia che connota molti vini di Meursault; qui il succo sembra levigato e reso brillante da un’accurata vinificazione, attenta ai particolari.
42 euro

Corton-Charlemagne grand cru 2002
Colore chiaro.
Naso rigido e fermo, minerale, con tratti linfatici che relegano la componente fruttata in secondo piano.
La bocca è serrata, profonda, amarognola e austera; un vino che non si concede con facilità ma andrà aspettato ancora qualche tempo.
Il bicchiere vuoto, nitido e potente, è un indizio di brillante evoluzione per l’avvenire.
Latour possiede una vasta porzione del Corton-Charlemagne, in particolare nel settore della celebre Croix de Pierre, ritenuto tra i migliori.
85 euro il 2003

Aloxe-Corton premier cru Les Chaillots 2002 [rosso]
Colore vivo e omogeneo.
Un naso d’immediato e sicuro impatto fruttato: aperto, solare, sfodera note di nocciola, cioccolata e liquirizia, su uno sfondo di fragola caparbio e costante; qualche ricordo di cipria fa pensare a un uso appena invasivo del legno.
La bocca possiede un’acidità sferzante, ma non così libera da evitare una certa rigidità; il vino è essenziale, quasi spoglio e non conferma la carnosità che annunciava il naso.
Finale amaro e pulito anche se non lunghissimo.
Un vino leggero da attendere ancora pochi anni, per un piacere pronto. Piccola particella a nord-est dell’abitato di Aloxe, les Chaillots occupano il declivio sottostante il Corton.
28 euro

 

Domaine Leflaive
21290 Puligny-Montrachet 0033/(0)380213013 www.leflaive.com
importato da Sarzi Amadè
Puligny-Montrachet 2000
Bel colore dorato chiaro.
Naso fine, speziato ed etereo; l’accennata sensazione volatile non mina in nulla una notevole finezza odorosa, in cui la generosa componente fruttata dello Chardonnay non fa mancare il suo apporto.
Fermezza e capacità di avvolgere convivono in un gratificante impatto gustativo che fa spazio a uno sviluppo teso, acuminato e perentorio; l’aroma linfatico sfuma nelle note di limone del finale.
+ Esecuzione magistrale, come nella regola del più quotato domaine bianchista della Côte de Beaune, in un millesimo di matura espressività; la sensazione appena alcolica del finale è l’unica annotazione che ci sentiamo di fare a un vino esemplare del terroir e dell’annata, vinificato con grande perizia.
Prezzo n.d.

Puligny-Montrachet 2004
Colore giallo paglierino leggero e vivo.
Impatto odoroso esuberante, minerale, erbaceo (erba secca) e tostato: zolfo, citronella e semi di sesamo dominano un quadro crudo e viscerale; con il passare dei minuti il profilo si assottiglia, facendosi più verde e sferzante senza compromettere la finezza.
Bocca tesa e grassa allo stesso tempo; il vero protagonista è l’acidità furiosa e acuminata che non punge mai inutilmente ma resta unita a una vivida corposità salina.
Finale di intensa fragranza, in cui si ritrova una lieve nota fermentativa e lo stesso accenno alcolico dell’annata 2000.
+ Confezione impeccabile, terroir e una straordinaria fedeltà al millesimo, al tempo stesso acerbo e verace.
43 euro

Puligny-Montrachet premier cru Les Folatières 2000
Bel colore dorato carico.
Naso molto raffinato, di erbe secche e fieno, arricchito da un contrappunto animale di notevole profondità; profumo verticale e al contempo solare, da ricercare minuto dopo minuto.
Bocca carnosa, fine, di merlettata articolazione; la tensione minerale non sta mai in superficie, ma rimane avvolta dalla grassezza che la lascia emergere gradualmente; il finale, molto originale, unisce note di linfa a un gusto quasi sanguinolento.
+ Unisce armonia e potenza, solarità e meticolosa cura dei dettagli. Da alcuni anni, Pierre Morey segue la vinificazione delle molte particelle di Chardonnay condotte da Anne Claude Leflaive a Puligny. La flagrante diversità dei vini del Domaine di Meursault dà la perfetta misura dell’impatto del terroir a soli tre/quattro chilometri di distanza. Les Folatières sono uno dei premier cru più estesi di Puligny, compreso in 50 metri di dislivello tra Clavoillon e la parte alta, più rocciosa, del territorio comunale.
88 euro il 2004

Puligny-Montrachet premier cru Les Pucelles 2004
Colore giallo paglierino di media intensità.
Naso grasso, tondo, tenero e profondo; la superficie nasconde una frutta polposa e matura che va cercata con calma; eccezionale la capacità di mutare senza sosta né scossoni: accenni marini, crema e una mineralità solida e carnosa iniziano a definire una complessità che si concederà appieno tra qualche anno.
L’ingresso in bocca è ampio, generoso e voluminoso, non si “sgonfia” ma progredisce armoniosamente annunciando un rilascio aromatico di ottime finezza e persistenza, contrappuntato da note di pompelmo rosa.
+ Un vino potente e controllato al tempo stesso, di fattura elegante. Completo, unito e coerente, non vanta l’opulenza del Montrachet ma la definizione più sobria del Bâtard-Montrachet, di cui le Pucelles sono immediate dirimpettaie. Già quasi maturo, non avrà forse la parabola lunghissima di altre annate, ma la quantità e la qualità dell’acidità preannunciano una tenuta più che decennale.
I prezzi del Domaine Leflaive non si criticano: appartengono a quei casi inutili da motivare, il cui discrimine è l’arbitrio personale.
84 euro

 

Domaine Catherine et Claude Maréchal
21200 Bligny-lès-Beaune 0033/(0)380214437 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pommard 2005
Colore di media concentrazione.
Impatto odoroso rustico, etereo e vinoso, con note di gomma; la componente fruttata è ampia e generosa, ma non altrettanto fine.
Bocca di profilo “fisico”: carnosa, solida e materiale, copre tutto il cavo orale con un tannino generoso e un’estrazione considerevole, per finire con un timbro amaro.
± E’ probabilmente presto per giudicare quest’etichetta, che appare ancora in una fase di “riordino” di una materia importante; sarà interessante scoprire se, con un po’ di compostezza in più, il tempo porterà anche maggior finezza.
Prezzo n.d.

Volnay 2005
Colore di media concentrazione.
Naso di tabacco e liquirizia; il carattere floreale, soffice, leggero e delicato di Volnay fa mostra di sé con sicurezza.
In bocca il vino è teso, fresco e aggraziato; la sensazione croccante e masticabile è il risultato di un tannino leggiadro cui non servono i muscoli per affermare il proprio carattere; finale luminoso ed elegante.
+ Un vino di essenziale raffinatezza, dalla fibra magistralmente asciutta e dal nerbo misurato. Già pronto da bere, troverà probabilmente una gratificante rilassatezza con la maturazione.
Prezzo n.d.

Savigny-lès-Beaune vieilles vignes 2005
Bel colore porpora, pieno ma leggero.
Naso ricco, speziato, dolce e floreale: ha carattere e stile, senza esibizioni forzate.
Bocca tesa, dalla materia diffusa, leggera e succosa; una garbata morbidezza rende più accessibile tutto l’insieme, fino al finale ancora un poco rude; fedele la corrispondenza della persistenza aromatica.
+ Cuvée che si fa notare per definizione e grinta, interessante per l’equilibrato gioco tra parte dura e componente smussata.
Prezzo n.d.

Savigny-lès-Beaune premier cru Les Lavières 2005
Bel colore vivo.
Naso profondo, severo, grasso, fine e speziato; il frutto appare particolarmente rotondo.
Avvolgente e di notevole compattezza l’impatto gustativo, che allea la massa estrattiva alla leggiadria della progressione; fine, austero ma già molto godibile il finale, capace di regalare una particolare lunghezza.
+ Les Lavières sono uno dei climat più prestigiosi del Comune, orientato a mezzogiorno lungo un dolce declivio che occupa la parte sottostante le Vergelesses, vero fiore all’occhiello di Savigny. Armonia e delicata speziatura sono il giusto timbro espressivo di questa denominazione, tra le più sottovalutate dell’intera Côte d’Or. Questo 2005, pieno e già suadente, promette un’evoluzione degna della sua caratura. La vinificazione appare rispettosa del talento di una materia prima di notevole valore.
Prezzo n.d.

 

Domaine Marc Morey
21190 Chassagne-Montrachet 0033/(0)380213171 www.domaine-morey-coffinet.com
Puligny-Montrachet premier cru Les Pucelles 2004
Colore paglierino brillante.
Naso minerale, croccante, sassoso, ancora chiuso e poco espressivo.
Bocca grassa e di buona tensione, lascia esprimere una materia concentrata e poi un allungo acido che porta al finale di discreta durata; la finezza non esemplare e la sensazione ancora un poco “appiccicosa” che restano in bocca sono l’aspetto meno convincente.
Lo stile sodo e morbido di Puligny si esprime senza mediazioni, dando un timbro fisico a questo vino; l’evoluzione che potrebbe portarlo a una maggiore eleganza non è ancora compiuta.
64 euro

 

Domaine Pierre Morey
21190 Meursault 0033/(0)380212103 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
importato da Velier
Meursault 2002
Colore dorato chiaro.
Impatto odoroso di burro, tipico dello Chardonnay maturo, appena boisé, ancora puntuto e contratto.
Il sapore è grasso e sodo, solo in un secondo tempo slanciato e succoso; il tocco tannico è fuso nella carnosità dello sviluppo gustativo, che mostra una ricchezza persistente.
Intenso il rilascio odoroso finale.
+ Un Meursault paradigmatico, vivido, ancora molto giovane, protetto da quella riduzione che rende riconoscibile lo stile del domaine (i francesi lo definiscono étriqué). Tra cinque/otto anni questa bottiglia potrebbe raggiungere la serena complessità che ne farebbe un classico della sua denominazione. Pierre Morey, il cui domaine si estende soprattutto su questo comune, utilizza intelligentemente l’elevata qualità media degli appezzamenti classificati “village”.
Prezzo n.d.

Monthelie 2004
Bel colore rubino vivo.
Naso animale, fenolico, di discreta profondità: pomodoro fresco, lievito, crosta di pane definiscono un quadro volatile piuttosto immediato.
Bocca d’impatto duro e affusolato: la forza e la tensione dell’acidità fanno coppia con un tannino non perfettamente maturo, asciutto e amaro.
± Più del Borgogna rosso dello stesso millesimo, questo Monthelie rivela la spigolosità non mediata dello stile Morey, ma lascia qualche dubbio quanto a maturità e rotondità della materia. La cuvée è ottenuta da un assemblaggio di 6 climat con esposizioni differenti (da sud-est a ovest): les Crays, les Gamets, les Sous-Courts, la Goulotte, les Clous, les Longènes.
Prezzo n.d.

 

Domaine de Montille
21190 Volnay 0033/(0)380216267
importato da Sarzi Amadè
Volnay 2001
Colore granato leggero e bello, già maturo.
Naso un po’ stretto, tra liquirizia, anice, buccia di arancio e gelatina di fragola; pungente e maturo, rivela una pregevole finezza e una traccia animale.
Bocca acida e ficcante, stretta alla progressione di un tannino a tratti asciugante, che non lascia un’eredità davvero consistente.
Il vero limite è il finale, un po’ amaro e di connotazione farmaceutica, ma soprattutto di lunghezza non straordinaria.
± Un buon village di un’annata media – la Côte de Beaune ha sofferto più della zona di Nuits –, pronto e intenso più che raffinato. Interessanti l’effetto terroir e la libertà con cui si manifesta il vitigno.
Prezzo n.d.

 

Philippe Pacalet
21704 Nuits-Saint-Georges 0033/(0)380623105 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
importato da Velier
Pommard 2005
Colore concentrato.
Naso di raffinate florealità e discrezione; l’impronta del rovere, ancora percepibile, non mina la purezza d’espressione né l’intensità aromatica dell’uva.
In bocca è morbido, rilassato, con una trama simile a un incrocio di merletti; la marcata acidità consente uno sviluppo lungo ed elegante del sapore; nel finale riemergono con fedeltà le note di fiori.
+ Ad oggi, il più espressivo e sottile dei village 2005 assaggiati, dimostra una prontezza di beva e una fusione che né il Gevrey né il Nuits possono vantare. L’espressione aerea del terroir è pienamente rispettata e la qualità dell’acidità fa ipotizzare una lunga parabola evolutiva. Non è semplice trovare un Pommard “base” di questa caratura.
Prezzo n.d.

 

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