Conoscenza e degustazione del vino

Conoscenza e degustazione del vino

Corso completo sul vino buono e naturale

13 incontri per imparare a sentire prima ancora di dover riconoscere

DI COSA SI TRATTA

Che cosa è il vino per noi?

È la prima domanda del corso. La rivolgiamo alla classe prima di qualunque nozione, poi ci torniamo sopra fino all’ultima lezione. Vale anche per noi che divulghiamo. Il vino si trasforma e muove dentro le persone un cambiamento; da quella reciprocità nasce un rapporto alla pari. Da lì comincia un viaggio fatto di ricordi, scoperte, delicatezze e violenze.

L’obiettivo del corso è la vostra sensibilità. Il vino buono è il mezzo con cui la mettiamo alla prova: educa il gusto per la bellezza,  allarga la varietà delle emozioni e delle sensazioni che ritroviamo altrove, nella sonorità di una parola dentro un verso, per esempio. È una sensibilità pronta all’imprevedibilità del vivente, che il vino allena come fanno alcune forme d’arte, con lo stesso spirito, non con gli stessi parametri.

Per lungo tempo la degustazione si è ridotta a uno schema che costringe chi impara a descrivere un vino come se ogni volta si fosse in gara, una sorta di inseguimento, da un lato l’esaminatore dall’altro l’oggetto vivisezionato. Lo schema rassicura, promette una risposta giusta e sempre ripetibile, come la spiegazione della natura con la sola aritmetica.
Noi partiamo da un punto più semplice: ciò che sentiamo c’è. Riconoscere un sentimento, coltivare il proprio gusto senza rincorrere quello degli esperti, rispettare quello che sentono gli altri: è questo il mestiere di tredici lezioni.
Chi insegna può accompagnare, provocare, custodire. Conta però lo slancio di chi impara, che assaggiando scopre che cosa è il vino per sé. Il corso serve a far venire fuori le risposte, non a somministrarle.

Prima si sente, poi si capisce

Si impara a parlare molto prima di studiare la grammatica. Qui funziona allo stesso modo: prima si assaggia, senza sapere. Si racconta agli altri quello che si è sentito, con le proprie parole e senza il timore di sbagliare, perché non c’è niente da indovinare. Solo dopo, a partire da ciò che è emerso nella stanza, arriva una possibile spiegazione: che cosa è accaduto in quella vigna, in quella cantina, in quegli anni, ma anche i probabili motivi per i quali il vino vi ha lasciato quelle impressioni e non altre.
Di solito accade il contrario: prima si spiega la macerazione, poi si fanno sentire i tannini. Sembra ragionevole, in realtà è un modo di suggerire la risposta. Chi ha appena ascoltato una spiegazione non incontra il vino: verifica la lezione. «Ora puoi percepire quello che ti ho raccontato» somiglia più a un pregiudizio che a un insegnamento, perché arriva con la voce di chi sa.
Il rovesciamento vale per la singola lezione e per l’intero percorso. La prima fase vive soprattutto di incontri, la seconda di restituzioni; dentro ciascuna, il calice precede il discorso.
È questo il motivo per cui il naso arriva subito. Quando avviciniamo il liquido, il primo a incontrarlo è l’olfatto, non l’occhio: annusare è un gesto, guardare è già un giudizio. L’esame visivo arriva tardi: quando vi sarete fidati del naso e della bocca, il colore potrà finalmente mostrarsi per quello che è, il più seducente e il meno affidabile dei testimoni.

le lezioni

Ogni incontro comincia dal calice e dura circa tre ore.

Sono in programma cinque assaggi, che diventano otto nella lezione dedicata all’accostamento con il cibo.
Tutti i vini sono serviti da bottiglie coperte: nessuna etichetta, nessun nome, nessun prezzo a orientare il giudizio mentre si forma. Ogni assaggio è anzitutto un fatto privato, poi diventa un discorso con la classe. Chi partecipa racconta quello che sente usando la lingua italiana, per libera associazione; le parole storte vanno benissimo, spesso sono le più precise.
Lasciamo aprire i vini nei calici perché possano esporre con chiarezza la propria natura e mostrare il senso della lezione. Sono bottiglie che valgono più di quello che costano.
Il quaderno che ricevete ha due facce, una per i vini e una per le parole. Per ogni assaggio chiede tre cose: le impressioni iniziali, lo sviluppo espressivo con le sensazioni finali e le conclusioni. Il resto dello spazio è vostro.

Dopo ogni assaggio immaginiamo il cibo che quel vino saprebbe servire, perché tutte le bottiglie del corso danno il meglio a tavola.
L’addestramento della sensibilità non si ferma al vino. In alcune lezioni si lavora con alimenti e preparazioni dedicate, per misurarci con le nostre soglie di percezione e con le abitudini che ci accompagnano dall’infanzia. Altri esercizi, più avanti nel percorso, esplorano l’intuito e il suo legame con la memoria.

Fin dalle prime lezioni affrontiamo le questioni pratiche: come si compra una bottiglia, come si serve, come si conserva. Che cosa chiedere al rapporto fra ciò che un vino vale e ciò che costa lo si impara per gradi, facendo maturare le proprie esperienze fino a usarle davanti a uno scaffale.

Il vino non è solo vino, al suo fianco ci sono letture sul bere, sul mangiare, sulla passione per la bellezza e sull’amore per la conoscenza; e la musica, che con il liquido odoroso condivide due concetti fondanti, il tempo e il ritmo.

Durante il corso interverranno in qualità di ospiti persone del vino, dalla produzione alla vendita, passando dal servizio e dalla critica. I nomi saranno resi noti poco prima dell’inizio di ciascuna fase.

il Programma

Il corso di Conoscenza si sviluppa in due fasi, su 13 lezioni, da febbraio a luglio 2027.
Nel programma sono previste alcune pause, in base a festività o a date che desideriamo lasciare libere ai partecipanti.

Le lezioni avranno luogo in due turni distinti. Il turno lo si sceglie all’iscrizione:
lunedì sera, dalle 19:45 alle 22:45, oppure martedì mattina, dalle 10:45 alle 13:45.

Prima fase · L’incontro

Si comincia dal corpo e dai sensi; le spiegazioni arrivano quando c’è già qualcosa da chiarire.

  1. Il calice nella mano, tra le dita · LUN 1° FEBBRAIO, MAR 2 FEBBRAIO
    Si comincia dal gesto. Imparare a tenere il bicchiere è il passo d’avvio della degustazione: in quella gestualità si nasconde il segreto dell’assaggio come momento formativo. Il calice è il luogo in cui il vino nasce per la terza volta, dopo la vigna e la cantina. Si assaggia prima di sapere e si prova a dire che cosa è il vino per noi.
  2. Il naso arriva per primo · LUN 15 FEBBRAIO, MAR 16 FEBBRAIO
    Annusare viene da sé, quasi senza volerlo: il problema comincia un istante dopo, quando ci stacchiamo dal bicchiere e dobbiamo decidere se quello che abbiamo trovato è una scoperta o un’aspettativa. Recuperiamo la facoltà dell’olfatto, il senso attorno al quale ruota tutto l’universo alimentare: il vino è il suo mezzo più straordinario perché è vivo e non si presenta mai due volte allo stesso modo.
  3. L’odorato e la memoria · LUN 22 FEBBRAIO, MAR 23 FEBBRAIO
    Nessun senso è legato al ricordo come l’olfatto, nessun senso ci espone altrettanto. Qui si affronta il potere emozionale del vino: come la memoria entra nel giudizio, quanto pesa, dove va rispettata e dove va interrogata. È un cammino che procede attraverso il contatto e il rispetto dei confini, i propri e quelli degli altri.
  4. Il luogo · LUN 1° MARZO, MAR 2 MARZO
    La prima restituzione: da dove viene ciò che avete sentito nelle tre lezioni precedenti. Il triangolo virtuoso fra il luogo, il vitigno e la mano di chi lavora: la custodia di un dono, l’emancipazione naturale di un talento. La vite è una pianta esclusiva: non si può fare vino buono ovunque.
  5. Il profumo è una firma · LUN 15 MARZO, MAR 16 MARZO
    Si torna al naso, ora con il luogo in testa. Il profumo è il vero talento del vino: si impara a leggerlo come guida qualitativa, a comprendere le impressioni iniziali e quelle profonde, a distinguere ciò che potrebbe venire dal luogo dal segno del vitigno e in che modo chi produce può allevarlo o soffocarlo.
  6. La materia prima · LUN 22 MARZO, MAR 23 MARZO
    Conoscere l’uva per sapere di che cosa si parla: maturità, sanità, piacevolezza. L’approccio naturale in vigna e in cantina, fra consuetudini e cambiamenti, a tutelare il segreto della spontaneità. Da qui in poi le parole che userete avranno dietro un grappolo, non una definizione.
Seconda fase · La restituzione

La bocca, il tempo, la mano dell’uomo: ogni lezione parte ancora da un assaggio, ma le spiegazioni si fanno più ampie, perché ora hanno un terreno su cui posarsi.

  1. La bocca · LUN 10 MAGGIO, MAR 11 MAGGIO
    Uno degli atti più faticosi dell’attività umana: sentire, ragionare e scrivere mentre si assaggia. Oltre al dolce, all’acido, al salato e all’amaro, in bocca si scopre il tatto, insieme al ritorno degli odori che  risalgono attraverso la via retronasale. L’acidità e il tannino si comportano come vibrazioni, gli estratti danno solidità, l’alcol è il sangue, un conduttore. Resta tutto quello che avvertiamo senza che nessuna analisi di laboratorio riesca a misurarlo.
  2. La nascita del vino · LUN 17 MAGGIO, MAR 18 MAGGIO
    Da dove vengono quelle sensazioni. Si parte dalla vendemmia e si arriva alla fermentazione: una febbre preziosa che contribuisce al formarsi della personalità. È il momento in cui la lavorazione dell’uva smette di essere una procedura e diventa il racconto di come nasce un carattere.
  3. L’inganno della visione · LUN 24 MAGGIO, MAR 25 MAGGIO
    Il colore arriva adesso, non per caso. Dopo aver imparato a fidarsi del naso e della bocca, l’occhio si lascia finalmente smascherare: limpidezza e intensità, la diversità cromatica dei vitigni, quanto il vestito del vino dipenda dalla vinificazione e dagli anni. Impariamo a leggere le informazioni di base delle etichette, così sarà più difficile restare ammaliati da bottiglie vestite in modo accattivante.
  4. Le tecniche di vinificazione · LUN 7 GIUGNO, MAR 8 GIUGNO
    In rosso, in bianco e in rosato: storia, consuetudini e innovazione, dove forma e sostanza sono inscindibili. Qui si capisce da dove viene il colore che nella lezione precedente ha provato a ingannarci. In programma un documentario su una produttrice naturale che racconta la sua scelta di vita.
  5. Il tempo · LUN 14 GIUGNO, MAR 15 GIUGNO
    Si comincia assaggiando lo stesso vino a distanza di anni; solo dopo si parla di maturazione e affinamento: materiali, dimensioni, luoghi e attese in cui il liquido odoroso prepara la propria longevità e genera complessità. Crescita o involuzione, fino all’ultimo giorno di vita, magari il più luminoso.
  6. La sintesi · LUN 21 GIUGNO, MAR 22 GIUGNO
    Colore, odore, sapore e sensazioni finali tornano insieme, mentre si impara a cogliere ciò che un vino buono ha di più difficile da imitare: una coerenza che non si lascia scomporre. Arriva una distinzione che all’inizio del percorso sarebbe stata prematura, quella fra equilibrio e armonia.
    L’equilibrio si verifica, perché è una questione di misura fra le parti. L’armonia si riconosce: può abitare un vino che equilibrato non è. Restano l’eredità gustativa e la persistenza, nella continuità dal naso alla bocca.
La festa

L’ultimo incontro non ha due turni: si va tutti insieme, una sera di luglio, presso l’azienda agricola La Torretta, in via di Valle Marciana a Grottaferrata.

  1. Il vino è ministro della tavola · LUN 5 LUGLIO, turno unico
    L’accostamento fra il cibo e il vino è stato immaginato dopo ogni assaggio, perché nessuna delle bottiglie del corso sta bene da sola. Qui smette di essere un argomento e diventa una tavola: edonismo e pragmatismo, regole storiche, abitudini regionali e cucine che le hanno riscritte. Si mangia e si beve davvero, in campagna, tirando le somme di un percorso durato sei mesi.
    È il momento in cui si riceve l’attestato di partecipazione con l’elenco dei vini degustati: un promemoria di tutto quello che abbiamo condiviso.

A chi è rivolto

Il corso è aperto a tutte le persone interessate al vino. Non servono doti particolari né competenze: basta il principio di una passione che può trasformarsi in amore.

Non è un corso per sommelier: non c’è un esame, né un titolo in fondo al percorso. È un’educazione sentimentale e il corso serve anche, anzi proprio, a chi nel vino lavora o vorrebbe lavorarci. Negli ultimi anni arrivano sempre più persone con un sogno o un progetto professionale.
Nessun diploma rilascia una mentalità sensibile alla personalità dei vini buoni: la si forma assaggiando con pazienza, senza l’ansia di dover riconoscere o trovare qualcosa, magari prendendo un appunto, dialogando e tornando a sentire.
I corsi di Porthos hanno accolto appassionati e professionisti, persone che hanno scoperto quanto può diventare profonda una relazione con il vino. Alcune di loro sono diventate vignaioli e vignaiole. Altre hanno aperto locali noti in tutta Italia.

Ogni turno accoglie al massimo quattordici partecipanti, perché ciascuno abbia il tempo di parlare e di essere ascoltato.

Cosa è incluso

Partecipando al corso, riceverai anche

Lezioni audio e note a margine

Di ogni lezione resta la registrazione: i file audio spettano a chi partecipa, anche a chi era in aula. Riascoltare a distanza di settimane è un esercizio diverso dal prendere appunti, perché nel frattempo la sensibilità è cambiata.
Dopo ogni lezione, inoltre, arrivano per email brevi annotazioni tecniche sui vini degustati e le fotografie delle bottiglie.

I Quaderni di Porthos

su cui prendere appunti e trascrivere le note di degustazione. Di solito se ne riempiono tre o quattro per ogni fase.

Il libro L’invenzione della gioia

di Sandro Sangiorgi, edito da Porthos Edizioni. Un trattato di 600 pagine indirizzato sia alle persone che hanno già scoperto la passione per il vino, sia ai meno esperti, che aspirano a coltivare i fondamentali della degustazione.

L’Attestato di partecipazione

che consegniamo a fine corso, con l’elenco completo dei vini degustati.

l’Iscrizione all’associazione

e la relativa tessera. Se non hai la tessera, ti preghiamo di compilare e di inviarci il modulo di iscrizione. La tessera è annuale e la riceverai all’inizio del corso. Se sei già in possesso della tessera, ti ricordiamo  che per partecipare all’attività didattica di Porthos racconta è indispensabile portarla sempre con sé.

Quanto costa

La quota di partecipazione è di 990 euro.

La quota si può versare in un’unica soluzione oppure in tre rate da 330 euro, da saldare entro la fine della prima fase

IL RELATORE

Sandro Sangiorgi

Il relatore del corso sarà Sandro Sangiorgi.
Giornalista, scrittore ed enogastronomo italiano, fondatore della casa editrice Porthos Edizioni e dell’Associazione Porthos racconta.

È sommelier professionista dal 1981 e nel 1986 fonda l’associazione Arci-Gola, divenuta nel 1989 Movimento Slow-Food.

È autore di diversi libri e le sue lezioni sono state frequentate da più di ventimila persone. Leggi la biografia

Dove si svolge

L’incontro si svolge presso la sede di Porthos racconta, in via Laura Mantegazza 60-62, a Roma.

Porthos racconta si occupa di vino, cibo e cultura.
Al lavoro editoriale per la pubblicazione di una rivista e di libri affianca l’impegno didattico, attraverso l’organizzazione di corsi e di serate a tema. La nostra convinzione è che l’indipendenza da ogni forma di interesse economico e politico permetta una cronaca e una critica libere. Per questo Porthos rappresenta, nel panorama editoriale di settore e non solo, una cellula di resistenza creativa.

Vuoi
partecipare?

Se il programma t’interessa, scrivici, così ci accordiamo per una telefonata o un incontro in presenza.

Informazioni utili

Qualche giorno prima dell’inizio del corso, ti manderemo una email di promemoria con alcune indicazioni utili.

Prima della serata ti invitiamo a mangiare qualcosa di leggero e non troppo saporito o speziato, così da non alterare il senso del gusto.

La degustazione di vino sarà accompagnata dal pane del panificio Bonci.
In alcune serate verrà servito cibo inerente il tema della lezione, nel qual caso la classe verrà avvisata precedentemente.

Durante le lezioni si usano i calici di Porthos, che laviamo noi fra una sera e l’altra: sono strumenti della scuola. Chi si affeziona può acquistarne una scatola da sei a 30 euro e usarli a casa.

Qualora non riesca a trovare subito parcheggio nei pressi della sede, potrai approfittare del garage convenzionato con noi, situato in via di Monteverde.
In un quartiere dove trovare posto è difficile, è un pensiero in meno all’inizio o alla fine di una giornata.

Riceverai un tagliandino che noi timbreremo e che riporterai al parcheggio per riprendere l’auto e pagare 3 euro invece di 6.

Sì, viene rilasciato un attestato di partecipazione nominale, con l’elenco dei vini degustati durante il corso.

Le assenze capitano. Per ciascuna fase è prevista una lezione di recupero, in una data che concordiamo con la classe entro la fine del corso. Chi dovesse perderne di più avrà modo di recuperare fino a due lezioni per fase nell’edizione successiva.

Chi ha già partecipato dice

informazioni e prenotazioni

Se il programma t’interessa puoi scriverci e ci accordiamo per una telefonata o un incontro in presenza, così potrai anche visitare la sede di Porthos. 

Per richiedere informazioni o prenotare scrivere a porthosracconta@gmail.com

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