Il vino e la cucina vegetariana

MERCOLEDI 6 MAGGIO 2026 ore 19.45

La primavera secondo Proloco Trastevere

Il vino e la cucina vegetariana

DI COSA SI TRATTA

Abbiamo chiesto a Elisabetta Guaglianone, chef calabrese trapiantata a Roma, di immaginare due incontri per far lavorare le nostre conoscenze sull’accostamento dei vini ai cibi.
Il primo è dedicato alla cucina vegetariana di primavera, il secondo sarà sulle paste estive.

La cucina di Elisabetta è sostanza accompagnata da sfumature imprevedibili, ciò consente di goderci la spontaneità del vino naturale.
Due energie che scoprono di poter stare insieme.
Entrambe reduci da un’estenuante e infruttuosa ricerca di accoglienza sensoriale, s’incontrano nell’alchimia del laboratorio porthosiano.
È vero che accostare il vino ai carciofi non è impossibile?
Sarà una lotta leale vissuta allo scoperto?
Oppure avrà successo una trama fatta di mediazioni…

I sommelier di qualche decennio fa non vedevano con favore la richiesta di impiegare bottiglie buone su piatti a base di verdure.
Veti incrociati, concorrenze, frizioni saline e quelle sensazioni dolci e amaricanti, dall’equilibrio dislocato e privo di un chiaro bersaglio, roba complicata per chi, come me, era stato educato al veronelliano matrimonio d’amore basato sui contrasti delle sensazioni guida.
Allo stesso modo, i primi interpreti di una cucina esclusivamente veg – che nel gergo di noi redattori di vino e cibo, pur consapevoli della differenza, sta per vegetariana/vegana – non sottoponevano le loro creazioni al pericolo di essere disturbate da un buon liquido odoroso.
Le carte dei vini di questi ristoranti erano, peraltro, manifestazioni di un potere finanziario e classificatorio, nulla a che vedere con la ricerca di una qualità condivisa.
Piuttosto, se proprio erano chiamati a bere un calice su una loro ricetta, sceglievano un vino neutro e del tutto privo di spessore emotivo, quanto di più vicino all’acqua.

Il tempo ha dato ragione al nostro slancio.
Innanzitutto sdoganare la cucina veg presso gli appassionati e far capire che aveva tutto il diritto di essere considerata “grande”.
Poi, ricercare senza sosta originali espressioni enologiche – perché ce ne sono! – ancora sprovviste di uno spazio gastronomico meno scontato.
E l’approccio naturale è stato determinante per riconsegnare ai vini una territorialità identitaria e multiforme, variabili e sottigliezze rimaste sotto terreni duri come cemento e dentro cantine linde come ospedali.

la degustazione

La degustazione prevede sei o sette vini in accostamento a quattro portate più un piccolo dessert.

I migliori frutti dell’agro romano e laziale accostati da vini di alto profilo della produzione italiana ma non solo.
La particolare natura dei vegetali, la vicinanza alla terra, il tratto linfatico che non li abbandona mai, neanche quando sono cotti – ma sembrano sempre ancora crudi! – un cammino di vicinanze e confini disegnati in grigio.

Il pane è fatto direttamente da Elisabetta con la pasta madre costituita dalle farine di Tularù.

A chi è rivolto l'incontro

La serata è aperta a tutti. Non occorrono conoscenze pregresse per partecipare.

Quanto costa

Il prezzo della serata è di 75 euro.

La partecipazione agli eventi di Porthos richiede l’essere in possesso della tessera associativa.
Se non hai la tessera, ti preghiamo di compilare e di inviarci il modulo di iscrizione.
La tessere è annuale e la riceverai all’inizio del corso.
Se sei già in possesso della tessera, ti ricordiamo che per partecipare all’attività didattica di Porthos racconta è indispensabile portarla sempre con sé: senza la tessera non sarà possibile prendere parte agli eventi e la quota versata non potrà essere rimborsata.
Se la tessera fosse scaduta, potrai rinnovarla pagando la quota di 5 euro.

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IL RELATORE

Sandro Sangiorgi

Il relatore del corso sarà Sandro Sangiorgi. Giornalista, scrittore ed enogastronomo italiano, fondatore della casa editrice Porthos Edizioni e dell’Associazione Porthos racconta. Nell’86 è tra i fondatori di Arcigola, divenuto poi Movimento Slow Food. E’ autore di diversi libri e le sue lezioni sono state frequentate da più di ventimila persone. Leggi la biografia

Elisabetta Guaglianone

È alla guida del progetto gastronomico Proloco Trastevere, a Roma.
Il suo lavoro si basa su una forte connessione tra le realtà produttive artigianali del Lazio, la tradizione e uno spirito creativo sempre alla ricerca di gusti autentici in continua evoluzione.
Dedica particolare attenzione alla sostenibilità, creando un’economia vegetale, fatta di umiltà, gentilezza e cooperazione.

Fotografie di Andrea di Lorenzo.

Dove si svolge

L’incontro si svolge presso la sede di Porthos racconta, in via Laura Mantegazza 60-62, a Roma.

Porthos racconta si occupa di vino, cibo e cultura.
Al lavoro editoriale per la pubblicazione di una rivista e di libri affianca l’impegno didattico, attraverso l’organizzazione di corsi e di serate a tema.
La nostra convinzione è che l’indipendenza da ogni forma di interesse economico e politico permetta una cronaca e una critica libere.
Per questo Porthos rappresenta, nel panorama editoriale di settore e non solo, una cellula di resistenza creativa.

Informazioni utili

Qualche giorno prima dell’inizio del corso, ti manderemo una email di promemoria con alcune indicazioni utili.

Prima della serata ti invitiamo a mangiare qualcosa di leggero e non troppo saporito o speziato, così da non alterare il senso del gusto.

Qualora non riesca a trovare subito parcheggio nei pressi della sede, potrai approfittare del garage convenzionato con noi, situato in via di Monteverde n.28.

Riceverai un tagliandino che noi timbreremo e che riporterai al parcheggio per riprendere l’auto e pagare 3 euro (ovvero metà della quota).

Sì, viene rilasciato un attestato di partecipazione nominale, con l’elenco dei vini degustati durante l’incontro.

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Informazioni e prenotazioni

Per richiedere informazioni o prenotare scrivere a porthosracconta@gmail.com

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