Da qualche anno la linea Torino-Aosta si è frantumata così come tante altre linee che sono state spezzate, limitate e soppresse; la Milano-Venezia, la linea notturna che scendeva nel meridione, eccetera eccetera eccetera. Si è lasciata via libera e preferenziale alle frecce nazionali, la bianca, la rossa e la freccia argento. Chissà se all′inizio quelli delle ferrovie pensavano a paragonare i treni agli aerei e abbiano dimenticato e confuso il terzo colore della bandiera. Niente alta velocità per quest′anno, al massimo un Intercity notte da Roma a Messina. AV rappresentava per me il tasto che ero solito vedere da bambino sul telecomando del videoregistratore. Sì, ammetto di averlo preso anch′io un treno ad alta velocità quando c′era un offertona meno costosa dell′interregionale, ma per questo progetto ho scelto la calma e la pazienza e in cambio ho ricevuto tempo. Un tempo per leggere, un tempo per conoscere e parlare, per stare con altri viaggiatori, per guardare le stazioni passare e sincerarmi di ciò che le separa, per scrivere articoli e per dormire.











Ci sediamo su di uno scalino di pietra e Giulio risponde a qualche mia domanda sempre con voce carica di energia, di soggettiva euforia.


Christophe ! E qualcosa in patois. Riempiamo i bicchieri di Balteo.


Il silenzio della montagna fa da orizzonte al rumore dei passi. Sotto riposano i vigneti del Torrette.

In breve tempo finiamo il lavoro e ci muoviamo verso Aymavilles.




Ritira il braccio e arretra lasciandoci il tempo di sistemare le pietre grosse che verranno utilizzate come basamento, poi torna all′azione. Sì procede centimetro dopo centimetro in questa fase di demolizione per lasciare uno spazio di lavoro all′operaio che dovrà pian piano rimettete con cura e maestria le pietre e ricostruire la solidità della materia che il tempo ha logorato.


poi approfittiamo del contrattempo per andare a cimare un′altro pezzo di vigna e infine in cantina.
Chiedo a Didier di assaggiare il Pinot Gris Le Plantse 2014. Ne avevo assaggiato dalle due barrique a novembre. In una il vini fermentato con lieviti selezionati, nell′altra la parte fermentata con i propri lieviti, quelli che stanno sulla buccia.

I preparativi per la festa del borgo stanno facendosi più visibili. Parcheggiamo l′auto sotto al tendone che accoglierà le tavolate di gente e con il cartone di vini sotto braccio percorriamo il sentiero fino a casa.


